End Of Arm Tooling (EOAT): forse la cosa piú importante!

Con l’evoluzione robotica e il continuo e costante investimento verso i processi produttivi industriali, tutto l’indotto è andato proporzionalmente a crescere ed affiancare questo nuovo mondo; si è sviluppato un importante lavoro : lo studio, la progettazione e realizazzione di pinze di presa robotiche, nominate anche GRIPPER.

Questo nuovo settore in realtà nasce dall’evoluzione delle pinze di bloccaggio dei centri di lavoro. La necessità di avere una mano di presa idonea per il proprio braccio robotico è fondamentale per la funzionalità dell’intera isola. Il gripper è l’ultimo elemento cinematico del braccio che manipola, afferra ed orienta il manufatto prima di posizionarlo nella sua locazione.

Oggi molte aziende studiano, progettano e realizzano pinze rigorosamente personalizzate per il Cliente. Ci sono case molto famose nel settore che propongono giá la struttura della pinza stessa come base su cui costruire la specifica dell’attrezzo: questa base si chiama DRIVE, o gripper KINEMATICS, mentre la parte estrema, nominate dita di presa, o end-effector, vengono realizzate ad hoc per il Cliente.

La carpenteria per la realizazzione si fa sempre piú particolare, selettiva, fine e personalizzata. Le aziende artigiane si stanno specializzando in questo nuovo settore di componenti ed accessori per isole robotizzate. Molto pesso capita che la stessa pinza di presa costi quanto un nostro robot usato.

Per costruire un gripper è fondamentale tenere presente come questo si muoverà e che grado di precisione e sicurezza di presa potrà offrire. Le pinze possono essere elettriche, pneomatiche, idrauliche e a ventosa o magnetiche :

  •  le prime sono idonee per la velocità e manipolazione di parti delicate, poichè sono alimentate da una fonte “pulita”, s’intende senza potenziali variazioni di frequenza; sono un po’ costose ma sono facilmente controllabili;
  •  quelle pneomatiche sono utilizzate per la necessità di presa con forza, il delta è uguale a presa su potenza: garantiscono la presa di particolari pesanti e/ o di grosse dimensioni e vengono impiegate molto spesso nell’industria meccanica o di packaging; sono più contenuti i costi di realizzazione peró sono meno controllabili rispetto a quelle elettriche;
  •  le pinze idrauliche hanno un’altissima forza di presa, tale per cui sono piú richieste nella movimentazione di parti molto pesanti o dimensionalmente molto grandi; queste pinze sono le piú richieste in ambienti sporchi ed ostili; sono onerose sia dal punto di vista energetico che d’installazione;
  •  quelle a ventosa, vengono studiate su profilati di alluminio: vengono utilizzati per la movimentazioni di parti pulite e non porose. Il costo di realizzazione è quello piú modico, ma con meno affidabilità di successo.
  •  Quelle magnetiche infine sono realizzate per movimentare componenti acciaiosi con magneti. Sono gestibili ed abbastanza sicuri, ma nettamente dispendiose per installazione e manutenzione.

Tutte le pinze, esclusa quelle a ventosa, sono dotate di dita: la parte fissa, quella ancorata al polso del robot viene chiamata GRIFFE, dove le dita vengono ancorate.

Come anticipato, c’è un mondo dietro alle mani di presa: la carpenteria si fa sempre piú raffinata e proporzionata allo studio e all’elettronica.

Con la Robotica si è sviluppato tutto l’indotto, portando nuovi posti di lavoro con nuove competenze e nuovi obbiettivi.

Una buona mano di presa garantisce il successo dell’intera isola.

Daniela Giroldo

Soluzioni Robotiche anche nell’industria CALZATURIERA

Notizia di pochi giorni fa, pubblicata sul Corriere della Sera :  “Adidas torna a produrre in Germania.
Le scarpe saranno cucite dai robot
” .  La famosa casa tedesca abbandona la manodopera asiatica per riportare gli stabilimenti in Europa, in Germania: processo nominato “Reshoring”, terminologia presente oramai su tutti i quotidiani di economia.

La manovalanza Cinese, Indiana e Bangalese è infatti diventata piú costosa per le grandi multinazionali: è sembre bassa rispetto ai parametri europei e statunitensi, ma nettamente piú alta rispetto a 20anni fa. Non conviene piú gestire la delocalizzazzione in altri continenti sommando i costi di trasporto e il magazzino logistico.

Dal Sole24 ore: “Le imprese fanno marcia indietro per tornare in patria (back reshoring) o in Paesi vicini (near reshoring) spinte per lo più da esigenze di qualità e controllo di prodotto e servizio” .

Quest’argomento apre nuovamente il discorso sull’investimento robotico nelle aziende manufatturiere che apparentemente possono avere difficoltà ad impiegare i robot nel proprio settore. In quello calzaturiere infatti c’è una spiccata necessità di personalizzazzione del prodotto con finiture su materiale modificabili con la lavorazione. I pellami, per esempio, richiedono una manualità di lavorazione e di raffinatezza nel risultato che solo una mano umana può dare. Con i nuovi robot collaborativi però si possono far avolgere alcuni processi, nella relaizzazione delle scarpe, faticose per l’operatore: alcune cuciture possono essere fatte dal braccio con una forza pari a 10/20 kg , inimmaginabile per un operario in linea.  Le scarpe sono difficili da realizzare: l’operatore sarà sempre necessario per il controllo qualità e visione del perfetto funzionamento della linea, ma i robot serviranno a supportare la competenza umana nella realizzazione delle stesse.

Se le grandi aziende stanno abbandonando i Paesi asiatici per ritornare in Europa, sviluppando l’impiego robotico e supportando il suo primo costo di partenza d’investimento, significa che è evidente il grande risparmio e i grandi vantaggi che ne scaturiscono: cioè l’assunzione di collaboratori europei, quindi gestibili per le loro competenze, e la robotizazzione di alcuni processi; costi di trasporto nettamente piú gestibili e logistica piú comoda e pratica.

Per le scarpe da ginnastica è sicuramente piú facile ed economico impiegare i robot: queste calzature sono abbastanza standarizzate e assemblate con prodotti sintetici e colle. Le cuciture sono a macchina, e la manipolazione dei colli è fatta da robot. Esiste un’azienda nominata Uneeck che realizza con due robot antropomorfi scarpe casual, borse ed accessori  in corda in 6/12 minuti. È un’azienda molto futuristica: la linea è controllata da cellulare e da tablet e le richieste del compratore sono realizzate e personalizzate in pochissimo tempo.

Dalle aziende meccaniche, alimentari, medicali, farmaceutiche fino a quelle artigianali di pellame, accessori e borse, si conferma quanto piú volte calcolato e studiato: i robot vengono impiegati per aiutare i collaboratori, abbassare i costi e migliorare l’ambiente e la sicurezza.

Daniela Giroldo

AUTOMAZIONE E DISOCCUPAZIONE IN GERMANIA

Sfogliando tutti gli articoli di giornale dedicati allo studio ed al cambiamento sociale condizionati dall’inserimento nel mondo manufatturiero di robot, mi ha personalmente colpito una valutazione statistica presentata da Wolfgang DauthSebastian FindeisenJens Südekum e Nicole Woessner  su Econopoly del 22/10/2017 riportato sul Sole24.

Secondo questa studio effettuato e seguito scrupolosamente da questi quattro economisti di fama mondiale, l’America ha subito un aumento di disoccupazione molto significativo con l’introduzione di robot nel mondo manufatturiero: un robot impiegato ha eliminato dai 3 ai 6 operai , sempre secondo le statistiche calcolate dal periodo compreso tra 1993 e il 2014.

Peró emerge una incongruenza di fondo se si paragona l’andamento USA a quello Europeo, in particolar modo alla Germania. Infatti proprio in Germania nel 1994 statisticamente c’erano 2 robot su 1000 occupati, piú del doppio rispetto alla media Europea e soprattutto quadrupla rispetto agli USA. Oggi la presenza dei robot sul suolo tedesco è pari a 7,6 su 1000, contro appena 2.7 in Europa e 1.6 negli Stati Uniti.

Ma cosa alquanto bizzara è che nonostante l’imprenditoria tedesca abbia sposato completamente l’automazione robotica, la Germania è l’unica nazione con il piú basso tasso di disoccupazione e con un’altissimo coefficiente di occupati nel mondo manufatturiero, sempre rispetto all’Europa e agli Stati Uniti.

Non è da sottovalutare anche che la Germania è leader mondiale nella produzione di robot antropomorfi, kuka, ABB e che lo studio e lo sviluppo degli stessi sono al primo posto, seguito dalle case Giapponesi Fanuc e Motoman.

Secondo gli studi effettuati da Acemoğlu e Restrepo, statisti e studiosi, l’impatto di tutta questa automatizzazione in Germania ha portato ad una perdita di occupati pari a 275mila posti di lavoro a tempo pieno sempre nel periodo compreso tra 1994 ed il 2014. Ciò nonostante, le stesse perdite sono state nettamente ed ampliamente compensate  dalle acquisizioni degli stessi in altri settori. Quindi sostanzialmente lo storico e l’analisi statistica hanno dimostrato che i robot hanno modificato la forza lavoro accellerando il declino occupazionale manufatturiero per il ripiego su altre potenzialitá d’impiego. Le conclusioni tratte dal Sole24 Ore sono  “i robot non distruggono i posti di lavoro manifatturieri esistenti, ma inducono le aziende a creare un minor numero di nuovi posti di lavoro per i giovani” .

I giovani non dovranno mettersi in graduatoria per l’impiego manufatturiero, ma per lo sviluppo dello stesso con lo studio e la proposta sul mercato.

La Germania è la Nazione che sta facendo storia nel Mondo lavorativo.

Bisogna imparare a lavorare con i robot per diventare i dominatori dei sistemi e non vittime degli impianti.

È il ritorno all’Illluminismo del XVIII: l’uomo non nasce per movimentare o manipolare scedenzialmente un oggetto, ma nasce per capire come poterlo fare meccanicamente: Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! (Kant)

Daniela Giroldo

In Italia siamo giá all’industria 5.0: integrazione tra uomo /robot

Una nota univeristá di Pisa, la scuola Superiore Sant’Anna, ha presentato una sua visione di sviluppo industriale e sociale, d’integrazione tra uomo e tecnologia, già proiettata verso Industria 5.0:

  • robotica collaborativa,
  • realtà virtuale,
  • sicurezza e nuove normative a livello tecnologico e soprattutto robotico,
  • un generale ripensamento della fabbrica del futuro in versione “research factory” distribuita, per trasformarla in un luogo che va oltre i suoi confini fisici, dove manifattura e ricerca si uniscono.

La robotica collaborativa è vista come braccio antropomorfo in sostegno all’operatore;

La realtá virtuale è espressa come prototipo dei progetti o come conferma dei dati giá inseriti in studio;

Ambienti piú sani e sicuri per le mansioni problematiche e pericolose sono gli obbiettivi principali che giustificano l’evoluzione tecnologica.

L’ultimo punto è l’espressione piú intrinseca e subdola: la presentazione mondiale della propria attività e dei propri potenziali, con interscambio dati ed informazioni, sempre insieme alla ricerca e gli studi di sviluppo.

Industria 4.0 è fondamentalmente la base su cui si regge la 5.0, che si indirizza sulla “realtá industriale artigiana manufatturiera” verso la collaborazione unica ed inscindibile con il mondo universitario.

L’argomento non è cosí spontaneo e semplice, di prima lettura, ma è giá evidente l’evoluzione rapida che stiamo subendo giá da 10 anni ad oggi.

La digitalizzazione è la realtà quotidiana: dal pagamento della mensa scolastica su app mobili, per esempio, ai dati raccolti e condivisibili su cloud, a tutte le informazioni che in tempo zero possiamo ottenere od inviare dalla nostra azienda.

Secondo Virginia Magliulo, General Manager ADP Italia, azienda Leader mondiale nella Gestione del Personale, “Dal cambiamento nasceranno nuove opportunità”.  È verissimo!

Sempre secondo le statistiche e gli studi ADP 5.0, non sono a rischio posti di lavoro, poichè è la tecnologia ad offrire un nuovo modo di concepire il termine, come “la digitalizzazione e l’automazione cambiano il modo di lavorare”.

L’uomo dovrà affiancare ed integrarsi nella tecnologia stessa, che robotica, che digitale o di servizi.

Questa è INDUSTRIA 5.0:   LA COLLABORAZIONE TRA L’INTELLIGENZA UMANA, INSUPERABILE, E LA PIATTAFORMA DATI Vpm ED INFORMAZIONI DELLA MECCANICA E DEI GESTIONALI. La robotica antropomorfa fine a se stessa diventa solo un semplice strumento meccanico per la realizzazione di prodotti originali; mentre la digitalizzazione robotica e la tecnologia diventano il fulcro di studio e di sviluppo della propria realtá industriale.

Ecco perchè INDUSTRIA 5.0 è l’espressione unica del matrimonio uomo/robot.

Daniela Giroldo

PERCHÈ STUDIARE ROBOTICA ?

La prima prova scritta nell’ultima maturità 2017 aveva come traccia da sviluppare il tema della  robotica. Negli ultimi anni in Italia, dopo la scuola dell’obbligo, e dopo il biennio tecnico professionale, è possibile studiare ed approfondire il corso di ROBOTICA. Questi Istituti superiori permettono una buona infarinatura dei principi di elettronica ed elettrotecnica, meccanica e informatica, con buone possibilità di impiego. Completando la formazione professionale con un riconoscimento universitario è nettamente garantita l’assunzione presso aziende italiane e straniere.

Questo cosa significa?

Se il Ministero dell’Istruzione ha riconosciuto l’evoluzione nel mondo produttivo verso il principio di automazione e sviluppo autorizzando i cambiamenti di programmi scolastici e modifiche di corsi di formazione verso questo indirizzo, allora è proprio vero che esiste la necessità di sviluppo culturale e sociale verso il mondo robotico, partendo inizialmente dall’istruzione specializzata e dalla preparazione verso la realtà imprenditoriale manufatturiera. Creare dei corsi professionali che possano istruire nuove potenzialità significa approvare quindi completamente l’evoluzione che sta affiancando le nostre aziende e la nostra quotidianità.

Da oltre 40 anni in Italia esiste lo sviluppo e lo studio ingegneristico robotico, con l’azienda Comau leader nel settore italiano, ed ultimamente lo stesso si sta proponendo con grande successo in tutto il Mondo, alla pari delle storiche case giapponesi e tedesche.

Robotizzare è la realtà che coinvolge tutti noi, nel nostro vivere: dal robot da cucina, ai sistemi di controllo domotici, ai sistemi di gestione elettronici presenti su qualsiasi autovettura, fino alla realtà industriale e pubblica.

Con YuMi, ABB ha presentato il robot antropomorfo a 14 assi come direttore d’Orchestra della Filarmonica di Pisa, che ha accompagnato il tenore Andrea Bocelli.

A Torino, in occasione di una presentazione privata in Piazza Vittorio, due kuka agilus hanno realizzato dei cocktail per il pubblico passante.

La robotica è giá nella vita quotidiana: rende piú facile gestire le informazioni, rende piú rapida la realizzazione di progetti e riesce ad ottimizzare tutti i processi manuali, per ottenere piú tempo libero per se stessi ed ambienti piú sani e salubri nella realtà industriale.

Robotizzare è il successo per il futuro, per le aziende e per la vita privata, con strumenti proporzionali agli ambienti indirizzati. Aiutare la nuova generazione a comprendere i meccanismi di utilizzo e sviluppo dei processi produttivi è l’obbiettivo primario per garantire una possibilità d’impiego e di assunzione.  Nei prossimi anni verranno richieste sempre piú figure specializzate di giovani ragazzi capaci di gestire i programmi di vari gestionali collegati in remoto e in grado di sviluppare idee e obbiettivi con l’ausilio di robot e software abbinati.

Con queste competenze e specifiche, il futuro impiegatizio è assicurato: lavorare con il mondo robotico significherà impegnarsi nell’evoluzione continua di nuovi processi produttivi e nello studio di rigenerazione di linee manufatturiere pericolose e dannose per l’ambiente.

Studiare robotica sará, ed è,  una delle soluzioni piú sicure e necessarie per gli anni avvenire. I robot non portano via il lavoro… lo modificano soltanto.

Daniela Giroldo

MERCATO ROBOTICO TRIPLICATO IN MENO DI 10 ANNI

La maggior parte dei robot industriali vengono costruiti per essere venduti in tutto il mondo alle  fabbriche manufatturiere dove le macchine stesse assembleranno, movimenteranno, salderanno tutti i componenti presenti in commercio: dal settore automobilistico, al settore farmaceutico, al settore packeging e molto molto altro.

Come il mondo si evolve presentando sul mercato finale gadget e componenti di uso e costume che fino a poco tempo fa quasi non esistevano, come gli smartphone che navigano su intentet, forniscono informazioni di ogni genere e con app che fanno statistiche sui dati della propria salute, anche il MONDO INDUSTRIALE si evolve e si modifica in base alle necessità.

Secondo lo studio condotto da Loup Ventures ( International Federation of robotics) nei prossimi 9 anni ci sará un incremento del 175% di attrezzature robotizzate impiegate.

Per questa esponenziela richiesta di mezzi antropomorfi robotizzati, lo studio progettuale delle piú importanti case si sono proposte di approfondire con grande successo la collaborazione diretta con gli operai con i famosi robot collaborativi.

Secondo sempre la Loup Ventures per il 2025 ci sará un aumento degli investimenti sui robot collavorativi del 34% rispetto agli antropomorfi tradizionali. Ad oggi i robot collaborativi rappresentano solo un 3% rispetto agli altri robot.
I robot collaborativi, per loro definizione, possono collaborare direttamente con l’operatore umano. Hanno dei motori così sensibili che basta una forza esterna contraria per farli adattare immediatamente al movimento e percepire evenutali ingombri e ostacoli nella traiettoria, senza arrecare danni alla presenza umana lì a fianco. La loro portata al polso, per il momento, è medio-piccola, fino al max di 35 kg (CR-7iA della Fanuc ). Sono sia piú economici rispetto ai primi usciti sia piú pratici d’installazione, non presentano particolari necessità di sicurezza od ingombri e non necessitano di grigliati o fotocellule d’emergenza.
Secondo sempre i dati di Loup, il mercato robotico industriale a livello mondiale è in aumento del 13% rispetto allo scorso anno, con oltre il 20% di unità vendute rispetto al 2016. Quindi, se entro il 2025 il mercato robotico è indirizzato ad un aumento così proporzionato, entro i 10 anni successivi dovremmo avere un numero triplicato di robot industriali piazzati al mondo rispetto ad oggi. Obbligatoriamente, questo netta e costante crescita porterá anche ad una rivalutazione commerciale del robot stesso: costerà sempre di meno acquistarlo e gestirlo rispetto ad oggi.

Robotizzare è l’unica possibilità che rimane ad un imprenditore per valorizzare quello che produce senza apportare modifiche di proposte di vendita, rimanendo nel mercato.  Produrre, progettare e realizzare sono processi naturali dell’automazione industriale.

Daniela Giroldo

LE CONSEGUENZE DI UN ROBOT SULL’AMBIENTE LAVORATIVO E PRODUTTIVO

LA FiR ( Federazione Internazionale di Robotica) ha pubblicato le opinioni e i dati relativi all’intervento nel sistema produttivo di robot antropomorfi . Il primo punto che espone è: le problematiche sociali e geopolitiche che nascono con gli investimenti robotici nel mondo manufatturiero. Si teme instabilità sociale, disoccupazione e massima immagine negativa dell’automatizazzione dei processi.  Non si valutano peró i grandi vantaggi che scaturiscono dallo sviluppo produttivo, verso l’indipendenza dal collaboratore umano e dalla stessa Suo miglioramento nel proprio ambiente lavorativo. Ecco perchè, in risposta a questo punto così importante, si sono presentate queste considerazioni:

  • Le Nazioni hanno il proprio PIL legato quasi all’84% ai fatturati delle piccole e medie imprese. È fondamentale che queste siano possibilitate a migliorarsi per poter sempre essere competitive continuando ad avere il massimo risultato qualitativo del manufatto. Per continuare ad esistere è molto importante riuscire a robotizzare tutti i processi della catena per abbassare immeditamente i costi. Se si è economici e qualitativamente impeccabili si puó sopravvivere nel mercato in perenne evoluzione… se no… si chiude.

Secondo l’Istituto Mondiale McKinsey l’aumento di capitali e la crescita di produttivitá per i prossimi 50 anni sará pari al 2,8% di PIL da attribuire all’evoluzione robotica nel mondo manufatturiero.

Secondo sempre la FIR ( Federazione Internazionale di Robotica) la maggiore causa di disoccupazione non è da imputarsi all’automatizzazione, quanto alla mancanza di competitivitá.

  • L’aumento di competitivitá e di qualitá del prodotto espone necessariamente l’azienda a maggiori potenzialitá di vendita e di business. Ció significa che l’implementazione robotica nel processo lavorativo porta immediatamente alla necessitá d’impiego di personale qualificato nella progettazione di nuove linee e di amministrazione delle risorse, con salari idonei alle mansioni.
  • Inserendo robot nell’azienda automaticamente aumentano i vantaggi anche per l’operaio: il robot puó sollevare e movimentare parti e componenti molto pesanti o con temperature molto elevate. Il robot collaborativo puó affiancare l’operatore, supportandolo nelle procedure delle proprie mansioni.
  • Per lo sviluppo aziendale nel settore robotico è fondamentale che l’amministrazione pubblica prenda in seria considerazione la necessitá di preparare i giovani studenti ad un percorso di formazione robotico-industriale per prepararli al futuro. La robotica è necessaria e vitale per l’evoluzione delle nostre aziende: preparare i giovani ad organizzarsi verso questa prospettiva diventa un sicuro impiego lavorativo.

In sunto, la robotica industriale aumenta la qualitá dei manufatti, aiuta l’ambiente, migliora il lavoro, abbassa immediatamente i costi di produzione e soprattutto aumenta l’occupazione.

Daniela Giroldo

ECCO 10 BUONI MOTIVI PER ROBOTIZZARE LA PROPRIA ATTIVITÀ:

Elenco 10 validi motivi per aggiungere o iniziare a robotizzare nella propria attività. Questi sono stati presentati da diretti investitori sotto forma di considerazioni e commenti. Ogni aspetto è stato esposto anche come argomento di completezza di dialogo verso le nuove imprese che stanno vagliando l’idea di iniziare a produrre con automatismi all’avanguardia in sostituzione della manodopera.

In assoluto:
Miglioramento della salute e della sicurezza
I robot possono assumere competenze ad alto rischio ambientale e soprattutto umano: possono compiere lavori ardui o pericolosi per la salute umana in ambienti ostili, troppo caldi o freddi, con vapori nocivi e rumori assordanti. Solo i robot possono sostutire le mansioni difficoltose, pesanti ed al alto rischio d’incidenti. La sicurezza è il primo vantaggio da considerare con l’impiego di antropomorfi.

Migliorata la qualità del lavoro per i dipendenti
Con i robot è possibile migliorare le condizioni di lavoro del personale. I collaboratori non lavoreranno piú in ambienti polverosi, caldi o pericolosi. Se i dipendenti lavorano in ambienti salubri e puliti, la produttivitá sará qualitativamente migliore e sicura. Lavorare bene significa produrre meglio e con attenzione, con soddisfazione.

Riduzione dei costi operativi
I robot lavorano anche di notte, al buio. Se non si necessita di illuminazione extra dovuta ad impianti di visione abbinati alle macchine, l’antropomorfo oltre che operare nel terzo turno completamente al buio non necessita di atmosfera controllata. Esso infatti lavora a temperature comprese tra 5ºC e 40º C. La linea robotizzata non deve essere nè climatizzata nè tanto meno riscaldata d’inverno. Tutto questo determina seriamente una grande diminuzione di costi fissi

Da qui in poi, si considerano i fattori che determinano il cambiamento sul manufatto vero e proprio

Migliora la qualità del prodotto
Il robot lavora costantemente senza alcuna distrazione o stanchezza: la precisione e la sua ripetibilitá nella mansione lo rende maestro nella rispoluzione del prodotto.

Aumento della produzione
Le linee robotizzate oltre che lavorare di notte possono produrre anche nei giorni di festa e nei fine settimana. Guardando ad ampio raggio, i robot possono anche essere gestiti in modalitá remota, affinchè, anche da altre locazioni, si possa visionare perfettamente l’impiego e le tempestiche in assenza di tutti i supervisori umani, proponendo così una sicura produzione e rispetto dei tempi di consegna.

Maggiore flessibilità produttiva
L’antropomorfo per eccellenza è adattabile a quasi la totalitá degli impieghi: è un braccio di almeno 6 assi che puó essere utilizzato ora per fare una mansione e domani farne un’altra, in rispetto delle esigenze dell’azienda. L’antropomorfo è sempre riadattabile.

Riduzione dei rifiuti e maggiore resa
Utilizzando robot aumentanta notevolmente la qualità dei prodotti. Ogni pezzo risulta uguale al precedente senza alcun scarto. In particolare, se si considera la verniciatura eseguita da robot, si puó intuire immediatamente il grande vantaggio nella resa costante ed uniforme e nel grande risparmio di materia prima.

Riduzione del fatturato di acquisto e difficoltà di reclutamento del lavoro
L’alta necessitá di trovare persone qualificate che possano svolgere le mansioni legate alla qualitá, cosa ben difficile da trovare, porta obbligatoriamente ad automatizzare i processi per essere sicuri della uniformitá dei manufatti e della sicurezza dell’operato. Ció determina sicuramente un grande risparmio nel personale, utilizzato alla fine del processo per il controllo generale, e un netto e significativo risparmio di sfridi e sprechi.

Riduzione dei costi di capitale
La linea robotizzata per definizione aumenta la qualitá del prodotto e ne diminuisce il valore nel suo stesso processo. Vengono a mancare gli scarti e i fermi macchina. Tutto questo ne determina un grande risparmio contabile nell’approvigionamento materie prime e una sicura gestione delle consegne, rispettando tempi di realizzazione e magazzino.

Risparmio di spazio
Le isole robotizzate possono essere costruite nei modo piú diversificati. In assenza di spazio i robot possono essere montati a testa in giú o su pianali scoscesi. Le isole possono essere adiacenti l’una con l’altra delimitate da grigliati di sicurezza per garantire l’incolumitá dei collaboratori.

Queste 10 considerazioni sono le spontanee opinioni avute dagli acquirenti di robot per le proprie aziende.

I robot sono l’investimento per eccellenza che offrono risparmi a lungo termine, oltre a una serie di vantaggi: una migliore qualità, una maggiore produzione, un’efficienza costante, salute e sicurezza anche per l’ambiente.
L’automazione robotica rappresenta un’opzione sempre più richiesta per le aziende d’oggi che cercano modi per equiparare la competitività migliorata con una riduzione dei costi.

Daniela Giroldo

FIERA “ROBOTIC WORLD” DI TORINO LINGOTTO DEL 3/4/5 MAGGIO 2017

I primi giorni di maggio la EUROBOTS IME è stata in Fiera a Torino. Ha portato un pallettizzatore kuka kr100PA , un Abb 6600, un kuka kr16 con saldatrice Fronius TPS4000 e torcia saldante e doppio posionatore su unico piantone, e un robot Fanuc R2000 210F .

Le fiere sono un potenziale importante per tutte le aziende, sia espositrici che visitatrici. Si ha modo di poter vedere cosa viene proposto sul mercato e si ha modo di trovare molti potenziali acquirenti in pochi giorni senza doverli andare a cercare.

La fiera A&T si è sviluppata sul tema della potenzialitá d’investimento delle aziende italiane sie per uno sviluppo gestionale software remoto e pratico, sia manufatturiero nei propri stabilimenti. “Industria 4.0” è stato l’argomento meglio presentato che ha portato stimolo d’interessamento e potenzialitá d’acquisto.

La EUROBOTS IME ha ricevuto molte richieste di descrizioni dei robot lì presenti e soprattutto di quotazioni. L’investimento con una macchina usata è sicuramente vincente sia per il lato economico che di funzionalitá. I Clienti che hanno fatto sopralluogo hanno potuto vedere effettivamente la qualitá strutturale e d’immagine delle macchine: per ragioni di sicurezza ed autorizzazioni non abbiamo potuto organizzare isole in movimento, ma facendo una visita direttamente nei nostri capannoni a Zamudio, si potrà valutare, con corrispondenza di fatti, la funzionalità e le caratteristiche degli antropomorfi presentati.

Molte riviste di settore sono venute a conoscerci: hanno scritto articoli su di noi  http://meccanica-plus.it/brochure/rmo/202/files/assets/common/downloads/publication.pdf e hanno pubblicando anche dei video  https://www.youtube.com/watch?v=2fmIcg6qFUQ  .

L’usato garantito di EUROBOTS IME è la fattibilità sicura d’investimento per tutte le aziende: dalla piú piccola alla piú grande. Abbiamo infatti un curriculum vitae che crea ammirazione e stima nel settore robotico.

Daniela Giroldo

Industria 4.0 e IoT (Internet of Things)

Patrizia Toia – Vicepresidente della Commissione Industria, Ricerca ed Energia, deputato al Parlamento Europeo dice:

“ L’industria 4.0 annulla le differenze tra industria e servizi, tra produttori e consumatori, tra hardware e software” .

Cosa significa esattamente?

Significa creare e sviluppare la realtá manufatturiera con nuovi protocolli di lavoro e nuove tecnologie. Queste dovranno essere gestite da un processo industriale del tutto automatizzato e soprattutto interconnesso ( I o T= Internet of Things)

L’industria 4.0 è la quarta rivoluzione industriale.  Non c’è una data ben specifica di inizio “nuova era tecnologica”, cosa che lo è stata per le antre tre, ma questo fenomeno porterá ad un’ automatizzazione del tutto nuova e completamente gestibile online del concetto e della reale esistenza di INDUSTRIA.

L’utilizzo dati con la connettivitá on line, magazzino, sfridi, acquisti, consumo e quant’altro, si racchiudono sotto le parole BIG DATA, open data (con accesso libero), Internet of things, machine-to-machine e cloud computing per l’organizzazione delle informazioni e la loro conservazione.

Dai dati ricevuti bisogna ricavarne valore: l’azienda crescerá nella realtá e nel virtuale: le macchine stesse impareranno dai dati ricevuti, e sempre aggiornati, nell’approvvigionarsi e miglioreranno nella resa.

Questo non è futuro!  È giá realtà!

In modo semplice e comprensibile:

nell’ambiente domestico un smart phone riesce a registrare dati e a fornirli a richiesta; nella realtá industriale i dati registrati saranno incorporati in hardwere e software che porteranno statistiche di resa, di produzione, di scarti, di manutenzione macchine gestiti non piú dall’amministrazione, ma dalle macchine stesse. L’anagrafica dei cespiti e di prodotti finiti saranno inglobate in unica entitá: poichè saranno le automatizzazioni interne a dialogare con il gestionale dell’azienda ed a comunicare lo sviluppo e le neccessitá giornaliere.

Questo è Industria.4.0  : investimenti agevolatissimi per le aziende che vogliono automattizzare nella pratica e nella gestione. Tutto questo serve per migliorare il lavoro, la resa, le tempistiche di gestione e soprattutto ad abbassare tutti i costi vivi e occulti di una attivitá manufatturiera.

Il lavoro sta cambiando: ci saranno nuovi tipi di impieghi e nuove richieste sul mercato. È da dimenticare il lavoro operaio, di fatica, usurante e rischioso. Ci saranno nuove prospettive per lo sviluppo della societá: la convergenza di informazioni e di dati gestibili tranquillamente da utenti impiengati nell’azienda porterá un grande risparmio energetico, di spese ed un aumento di guadagni e tempo.

Bisogna essere capaci a lavorare, a produrre con intelligenza: bisogna fare in modo che quello che si realizza renda il meglio possibile e sia competitivo ed accessibile a tutti. Consiglio di leggere: Klaus Schwab  “La quarta Rivoluzione industriale”.

Daniela Giroldo