Perché robotizzare un processo di saldatura

Ci sono diversi motivi per inserire un antropomorfo in un processo di saldatura. I più importanti sono certamente la sicurezza e l’ambiente.

Fin dalla fine degli anno ’60, nel mondo Automotive, la robotica è stata maestra per il suo utilizzo. Nella grande fabbrica FIAT c’erano infatti i primi comau pronti a puntare e saldare le scocche delle prime Ritmo 60. Successivamente negli anni ’80 il robot di saldatura è stato utilizzato oltre che nelle grandi realtà industriali anche in quelle artigiane ed in tutti i settori: meccanici, carpentieri, metallurgiche e basiche dell’attuale processo produttivo.

Il robot occupa un ruolo fondamentale nella produzione in generale ma quando si tratta di mansioni di saldatura sicuramente lo è ancora di più.

La statistica d’impiego di antropomorfi nel NordAmerica nel 2005 era già di 120 mila unità in opera.

La saldatura è processo delicato, costante e preciso: deve essere fatta bene e pulita. Questo crea difficoltà nella collaborazione con personale veramente qualificato nel settore e grandi problematiche di tutela dell’ambiente di lavoro.

La saldatura libera gas e polveri. Ha una luminosità pericolosissima ed è un lavoro usurante.

Tutti i processi che prevedano la ripetizione di un lavoro su particolari simili possono essere automatizzati; nel caso della saldatura, il robot lavora con la stessa costanza e precisione impostata dall’operatore fino alla fine del turno, cosa che difficilmente sarebbe possibile ottenere con una lavorazione manuale. Ecco il motivo pratico e commerciale del suo utilizzo nella produzione industriale.
Praticamente tutte le case robotiche, partendo da Motoman Yaskawa, ABB, Kuka, Fanuc, Comau fino a Panasonic, Kawasaki , si sono indirizzate da anni a costruire e progettare bracci robotici con software adatti al dialogo con saldatrici dalle marche più importanti fino a quelle commerciali.

Normalmente per un’isola di saldatura oltre al robot e alla fonte saldante è da considerare il posizionatore. Non sempre è necessario se si ha una maschera fissa, però statisticamente l’asse esterno garantisce più facilità nel raggiungimento di tutti i punti per il robot.

In EUROBOTS si possono valutare grandi offerte ed opportunità d’investimento per tutte le aziende, dalla più grande alla più piccola.

Comprare un’isola usata non significa accontentarsi, ma valutare con grande concretezza il rapporto tra il risultato ed il vantaggio economico.

PROGETTO EUROBOTS: L’ISOLA DEMO PER L’INSEGNAMENTO

In Eurobots, si lavora con passione alla proposta e sviluppo dei progetti robotici per tutte le aziende e le necessità. Contribuendo in modo massiccio all’efficienza della produzione, Eurobots offre le soluzioni automatizzate per tutte le attività produttive, migliorano la qualità e riducendo al minimo i costi e gli sprechi produttivi (https://www.eurobots.it/notizie-robots/la-robotica-puo-favorire-leco-sostenibilita/). L’industria robotica è sempre in ascesa: bisogna cavalcare l’onda per essere sempre pronti a rispondere alla necessità del mondo lavorativo manifatturiero.

Considerati quindi i grandi cambiamenti che il mondo industriale sta affrontando, noi di EUROBOTS abbiamo voluto presentare delle soluzioni DEMO, con isole di piccole dimensioni strutturare in uno spazio di 1200x1200x2000mm, per insegnare ed aiutare ad apprendere questo nuovo modo di lavorare e tutti gli innumerevoli vantaggi. I robot nell’industria sono una realtà: bisogna imparare ad utilizzarli per rendersi competitivi ed autonomi.

Ecco perchè abbiamo proposto il “pacchetto educativo Eurobots“.

Progettato da studenti per studenti, l’offerta all-in-one di formazione alla robotica consente alle persone di qualsiasi età ed esperienza di utilizzare robot industriali. Il contenuto del pacchetto è inerente alle moderne applicazioni di fabbrica e contiene tutto ciò che gli istruttori richiedono per insegnare agli studenti a programmare e utilizzare i robot.

Il pacchetto può includere diversi modelli di robot e marca: usati o nuovi. In base alla disponibilità presente in magazzino, l’isola viene costruita da noi per essere adattabile perfettamente alle esigenze del Cliente mantenendo sempre un grado di sicurezza indiscutibile.  Il pacchetto software sarà preparato sulla base della richiesta e necessità.

La struttura perimetrale è di scatolato di alluminio con pannelli in plexiglas trasparenti poggiata su ruote. E’ un’isola dimostrativa, quindi rispecchia i parametri di sicurezza ma anche di piccole dimensioni. É presente una connessione elettrica nella base e un collegamento dell’aria fino alla piastra principale, multi-adattabile alla pianta dei robot da tavolo di diverse marche. Viene inserita una porta principale con una serratura d’interblocco con i contatti di sicurezza.

Si possono inserire diversi strumenti al polso: elettromandrini, pinze di presa, pinze a vuoto e torcia di saldatura, mantenendo la logica e le dimensioni della Isola Demo.

Eurobots propone sempre tutte le soluzioni per aiutare il Cliente in erba a capire i grandi vantaggi della robotica e soprattutto il grande risparmio economico per l’azienda e per l’ambientale.

 

Nei prossimi tre anni 87% delle aziende Italiane avranno almeno un robot

Secondo un’indagine svolta dalla Boston Consulting Group, nei prossimi tre anni ci sarà un picco importante nell’utilizzo di robot antropomorfi nel mondo industrializzato e manifatturiero. Nel 2022 si prevede che in Italia ci saranno circa 87% delle attività manifatturiere con robot antropomorfi.

Dalla ricerca però emerge non solo l’impiego delle macchine robotizzate per la movimentazione o saldatura dei particolari, ma anche della loro interpretazione dei dati e dell’ambiente. Ciò significa che l’Industria 4.0 ha effettivamente mosso una macchina evolutiva importante. L’isola robotizzata trasmette tutti i dati produttivi, gli scarti ed i parametri al cervello dello stabilimento: questo li analizza e trae le conclusioni del periodo di calcolo richiesto.

Sorge a questo punto un importante quesito: la sicurezza dei dati e dei propri parametri aziendali da chi è garantita?

I dati sono il valore più grande che un’azienda possa avere: un potenziale concorrente potrebbe copiare o modificare quanto di più riservato esista per una attività, se non addirittura creare dei danni.

Infatti con i sistemi di comunicazione aperti al mondo esterno https, l’attenzione verso la riservatezza e sicurezza dei dati è diventato un punto fondamentale per la progettazione dei software interni alle macchine in comunicazione con il gestionale centrale, che con uno smart phone mette in tempo reale in rete il processo produttivo. Le case più importanti (Kuka, abb, fanuc, motoman, comau, kawasaki, staubli …) stanno proprio approfondendo questo nuovo aspetto per trovare nel tempo più rapido possibile un’ottima soluzione. Non è da dimenticare che le aziende italiane sono decisamente pronte a svilupparsi nell’automatizzazione verso “Internet of thing”. Industria 4.0 è stata, ed è, una proposta di sviluppo abbracciata da moltissime realtà aziendali. In Europa, infatti, l’ Italia è la seconda nazione dopo la Germania con il più alto tasso d’utilizzo di robot. Le scuole statali fanno corsi specializzati nella preparazione al mondo del lavoro con robot: le aziende accolgono gli studenti nel periodo estivo per aiutarli con la pratica ad approfondire quello che hanno imparato a scuola. Tutto questo porta necessariamente a riqualificare il lavoro per ottenere operatori capaci di gestire queste nuove macchine con nuovi processi produttivi.

La sicurezza aziendale legata all’ interconnessione dei dati, punto fondamentale dell’Industria 4.0, è una necessità fondamentale di cui si stanno occupando le case madri della robotica mondiale.

L’evoluzione è un processo naturale: le variabili sono anch’esse fondamentali nel trovare la corretta via e completarla.

 

 

La Robotica e l’Economia

Pochi giorni fa, l’Ansa ha pubblicato un dato sull’andamento del mercato nazionale: l’Italia è uscita dalla recessione poiché dopo due trimestri negativi, il Pil di quest’ultimo è cresciuto dello + 0,2%.

Il dato può essere significativo, anche se bisogna fare degli sforzi più importanti per risollevare l’economia, in particolare quella Italiana.

Indipendentemente dall’aspetto governativo, che è sempre discutibile ed opinabile, le aziende Italiane fanno veramente fatica a sopportare la crisi economica interna ed internazionale.

Come fa quindi un’attività manifatturiera a rimanere aperta e continuare a produrre con tutti questi ostacoli? Con tutti i rincari delle materie prime, con il costo del lavoro sempre in perenne ascesa?

L’unica soluzione è robotizzare.

Però robotizzando si posso perdere nell’immediato dei posti di lavoro, creando, per il primo periodo d’investimento, l’aumento della disoccupazione.… quindi?

Quale può essere la soluzione?

Sempre, Robotizzare.

Robotizzare è la chiave principale che veramente permette ad una attività di rimanere aperta proprio nei momenti di crisi: il costo del lavoro si annulla e l’attività prende “respiro” con i costi fissi per continuare a rimanere aperta nei momenti bui dell’economia del Paese.

Passato il momento di instabilità economica, e riprese le attività con costanza,  l’azienda che ha investito della robotizzazione è obbligata a crescere, poiché quello che ha risparmiato eliminando con il costo del dipendente, lo deve pagare in tasse. L’azienda che cresce quindi è costretta a riassume personale e a svilupparsi verso un mondo imprenditoriale moderno, sicuro e gestibile.

La robotica è un salvagente per tutti: permette di non annegare nei momenti di grande incertezza economica. È a vantaggio sia degli imprenditori e degli stessi dipendenti. Senza di essa l’attività manifatturiera in alcuni casi è costretta a chiudere definitivamente eliminando ogni possibilità futura di nuove collaborazioni.

Robotizzare è l’unica soluzione di “salvaguardia” che tutela la produzione. Il robot dà quella costanza di lavoro che non è condizionata alla necessità ed alle richieste d’ordine per giustificare i costi ed il bilancio aziendale.

La disoccupazione è una conseguenza immediata dell’evoluzione lavorativa con i robot: però è a tempo determinato, poiché l’assunzione diventerà di nuovo fondamentale e necessario, passato il periodo di stallo e crisi.

Bisogna imparare a sfruttare tutte le personali risorse per apprendere ed impiegarsi nel mondo robotico per ritrovare il lavoro e la sicurezza perduta.

Le crisi ci sono sempre state causando squilibri sociali ed insicurezze. La positività è un aspetto che non viene mai calcolato in questi momenti: l’investimento robotico risulta essere il giusto approccio positivo verso il futuro per la propria stabilità aziendale.

La robotica può favorire l’eco-sostenibilità

La robotica ha portato grandi cambiamenti sociali negli ultimi 10 anni.

Le aziende, soprattutto quelle medio piccole, hanno iniziato ad organizzare il lavoro produttivo con l’inserimento dell’automazione per riuscire a superare le crisi economiche e avere la possibilità di produrre pur con ordinativi ridotti, mantenendo alti livelli qualitativi e di sicurezza. Questo ha portato uno stravolgimento dei ruoli impiegatizi, soprattutto quelli legati alla manodopera. Solo alcune nicchie legate all’artigianalità ed all’unicità del prodotto si sono salvate da questo moderno pensiero imprenditoriale.

Quindi robotizzare è la unica soluzione per sopravvivere: lo testimoniano anche la disponibilità in sgravi fiscali riconosciuti dalle Amministrazioni governative e le nuove scuole secondarie indirizzate allo studio ed alla preparazione di nuovi addetti all’automazione.

In sunto quindi, la robotica ha portato miglioramento e crescita in una attività, sicurezza sul lavoro, sgravi sulla contabilità aziendale e nuovi impieghi operai qualificati.

La temporanea disoccupazione dei collaboratori sostituti dalle macchine è a breve termine poiché, come dimostrato dai recenti studi statistici riportati dal WEF ( World Economy Forum),  tutte le aziende automatizzate sono costrette ad assumere per continuare a crescere. La robotica non crea disoccupazione, semplicemente modifica il lavoro stesso.

A questo punto è da valutare l’ultimo aspetto caldo dell’evoluzione sociale ed industriale, specie in questo ultimo periodo: La robotica può favorire l’eco-sostenibilità?

Sembrerebbe proprio di si.

Infatti, a livello pratico, una linea automatizzata di produzione presenta meno scarti e sfridi rispetto ad una linea tradizionale. Ci sono meno perdite nella lavorazione robotica, quindi meno richiesta delle materie prime, minor costi d’acquisto, meno costi di trasporto, inquinamento ed tutto l’indotto alla movimentazione.

Le macchine, a differenza degli operatori, possono lavorare in ambienti ostili, al freddo, senza riscaldamento, al buio, senza illuminazione notturna, ed al caldo, senza condizionatori d’aria: questo è un enorme risparmio energetico per l’azienda e per l’ambiente.

Avere costi in meno significa avere sicuramente meno impatto sulla richiesta di energia espressa in tutti i termini fisici e scientifici: dalla corrente elettrica, al consumo ed usura stessa delle apparecchiature e dagli scarti e alle perdite.

Il pensiero produttivo imprenditoriale insegna che ogni qual volta che si tocca il proprio manufatto per movimentarlo, spostarlo e definirlo, si crea un costo, una spesa, ed un consumo energetico in tutte le sue forme. L’automazione abbatte significativamente questo aspetto.

Ecco perché l’automazione è ecosostenibile.

World Economic Forum: nel 2025 i robot svolgeranno metà del lavori attuali

E’ proprio così?

In realtà si stanno valutando le evoluzioni sociali e lavorative degli ultimi 10 anni per capire le prospettive verso i prossimi.

Infatti, entro il decennio a venire, i robot svolgeranno più della metà dei lavori manuali presenti ad oggi.  Sembrerebbe che con questa affermazione si sia fatto anche il calcolo statistico dell’impiego umano: nessuno rimarrà disoccupato.

Il World Economic Forum prevede infatti la creazione  di 133 milioni di nuove posizioni contro i 75 milioni di mansioni automatizzate entro il 2022. La variabile di 58 milioni è un conto per l’occupazione di nuovi posti di lavoro.

Ecco la 4° rivoluzione industriale: l’impiego automatizzato e robotico, sempre secondo il WEF (World Economic Forum), porterà alla creazione di nuovi posti di lavoro di quanti se ne perdano.

Più 133 mil di posti di lavoro nel 2022: questi saranno prevalentemente ruoli legati all’Information technology. Sempre secondo le statistiche di previsione del WEF, saranno richiesti addetti alla raccolta dei dati, all’analisi degli stessi e agli scienziati ingegneri, seguiti da sviluppatori di software sull’intelligenza artificiale ed impiegati gestionali. In ultimo le posizioni marketing e commerciali.

A morire saranno invece 75 mil di posti di lavoro con la percentuale più alta agli addetti alle macchine di produzione, all’ inserimento manuale di dati in sistemi gestionali, all’addetti amministrativi e segretariati.

La proporzione delle ore svolte tra uomo e macchina sono rispettivamente 71% a 29%. Sempre secondo i calcoli statistici Wef, nel 2025, questa proporzione cambierà nettamente: poco oltre la metà, 52%, saranno svolte dalle macchine, il 48% dagli esseri umani.

Nella statistica del 52% , cioè delle ore svolte dalle macchine, nel 2025 il calcolo orario verrà suddiviso in 37% da macchine statiche, robot antropomorfi, scara, ragni, cartesiani e gestionali, mentre il 33% da robot di terra, cioè quei robot in grado di spostare materiale da una parte all’altra con percorsi prestabiliti da segnaletica e capaci di rilevare ingombri all’interno degli stabilimenti.

Una risposta sicura e certa alle previsioni statistiche future del WEF è fornita dal CENTRO DI RICERCA ECONOMICA EUROPEA (ZEW) di Mannheim Germany : questa infatti dichiara che la Germania è il terzo paese più industrializzato in automazione e nel 2017 ha raggiunto un massimale di occupazione pari al 44 mil di posti di lavoro in più.

Le previsioni statistiche del prossimo decennio sono strutturate su dati reali e concreti di oggi, presi e studiati molto attentamente già dal 2007.

L’automazione serve a crescere e l’essere umano serve a sviluppare la propria intelligenza per creare e pensare di trovare nuove soluzioni. Lo sviluppo non si può fermare: l’automazione industriale è l’espressione dell’intelligenza umana e dei suoi frutti.

Le prospettive della robotica industriale in Cina

Quanto pubblicato su IFR ( International Federation of Robotics) e dichiarato da Juji Tsuda, Presidente della Federazione Internazionale di Robotica:

I 10 paesi più automatizzati al mondo sono: Corea del Sud, Singapore, Germania, Giappone, Svezia, Danimarca, Stati Uniti, Italia, Belgio e Taiwan. Questo è secondo il World Robot Statistics 2017, pubblicato dalla International Federation of Robotics (IFR).

“La densità dei robot è uno standard eccellente per il confronto al fine di tenere conto delle differenze nel grado di automazione dell’industria manifatturiera in vari paesi. Come conseguenza dell’elevato volume di installazioni di robot in Asia negli ultimi anni, la regione ha il più alto tasso di crescita. Tra il 2010 e il 2016, il tasso medio di crescita annuale della densità dei robot in Asia è stato del 9%, nel 7% delle Americhe e nel 5% dell’Europa. “

 La Cina è una nazione grande quasi quanto un Continente. Il suo mercato legato al processo d’industrializzazione robotica è il più importante al Mondo. Attualmente la crescita del business robotico è in perenne e costante aumento e si prevede un impiego robotico nel 2020 di 950,300 unità…un numero astronomico.

Seguendo gli studi statistici della IFR si nota che in Sud Corea c’è una grande presenza di robot: su 10 mila operatori sono impiegati 631 robot.

In Giappone il calcolo di mezzi robotizzati sempre sulla base di 10 mila operatori è di 300 robots.

La Cina nel 2013 aveva un impiego robotico di 25 unità su 10mila operatori, mentre nel 2016 è aumentato fino a 68 unità per 10mila operatori.

Il Governo Cinese ha posto l’obbiettivo di aiutare le imprese a crescere sotto il profilo di innovazione tecnologica con programmi ed incentivi statali, sgravi fiscali atti a promuovere queste scelte d’investimento. Ecco perché oggi la Cina è anche uno dei Paesi più industrializzati al mondo sia per l’industria elettrodomestica che logistica che elettronica.

Ogni anno nascono 5 produttori cinesi di robot. Questo è il vero sviluppo: la crescita d’investimento verso l’utilizzo dell’automazione e soprattutto il know how dei robot più conosciuti al mondo, sono le sfide del nuovo mercato. La Cina è insieme di molte realtà sociali e culturali. Il Governo Cinese ha approfittato della grande manovalanza a bassissimo costo degli anni passati per esportato tutto quello che era possibile per accumulare ricchezze e per avere il potenziale di acquisizione delle stesse case concorrenti europee ed americane.

La Cina diventerà nel 2020 uno dei 10 paesi più industrializzati al mondo, con 150 robots impiegati su 10 mila lavoratori, cioè il 40% del totale a livello mondiale. Nel 2016 era arrivata a 66 unità impiegate, sempre su stessa proporzione, pari alla quarta parte a livello mondiale.

La IFR, (federazione internazionale di robotica) ha pubblicato una diagramma dove si evidenzia che nel 2017 c’è stato un aumento del 29% rispetto all’anno precedente 2016, pari a 380.550 unità impiegate.

La Cina registrò la maggior crescita del 58% rispetto al 2016.

Nel calcolo strutturale delle Nazioni, nella realtà, non è specificato la proporzione tra l’impiego del robot Nuovo o Usato. Sicuramente l’usato è quello con maggior percentuale: è economico e fattibile , redistribuito a ventaglio per più acquirenti

La conclusione ragionevole al conteggio statistico matematico effettuato da IFR è la grande relazione tra la crescita di una Nazione ed il suo PIL con gli investimenti legati all’automazione appoggiata in modo reale e concreto dalla collaborazione governativa: i tre fattori sono direttamente proporzionali tra loro ed inscindibili. Con il potenziale economico di base riconosciuto dalle Amministrazioni governative le Aziende possono raggiungere veramente obbiettivi di crescita veloci ed importanti grazie all’automatizzazione , apportando immediatamente l’aumento del Pil di una Nazione.

Come avviene la revisione dei robot usati in EUROBOTS?

L’azienda Industrial Machinery Export Bilbao SL, nominata EUROBOTS IME, ha più di 20 anni di esperienza nel campo della robotica e della revisione di macchine industriali.

Siamo primi al mondo nell’offerta di antropomorfi, scara o spider, usati e rigenerati: kuka, fanuc,abb,yaskawa, kawasaki, comau, staubli, mitsubishi, panasonic….

La EUROBOTS non presenta solo macchine industriali ma soprattutto offre sempre una Garanzia su tutti i pezzi di ricambio.

Per revisionare un robot bisogna:

BRACCIO ROBOTIZZATO: questo viene smontato e controllato nel seguente modo

  • Cambio olio / grasso
  • Controllo delle cinghie
  • Test e controllo specifico sul REALE FUNZIONAMENTO del polso del Robot (foto in basso /precisione)
  • Controllo scrupoloso dei motori di tutti gli assi
  • Controllo dei cavi interni ed esterni
  • Lo sporco ostinato viene rimosso con ghiaccio secco Co2 (foto in basso)
  • Il braccio robotizzato è completamente riverniciato con materiale bicomponente molto resistente ed originale al n. RAL della casa di provenienza macchina
  • Rimozione dei cavi non più necessari
  • Controllo di tutte le prese in entrata ed in uscita

REVISIONE CABINET CONTROL: questo lavoro viene sviluppato da tecnici specializzati nel settore informatico/elettronico.
Il processo avviene in base alla richiesta della eventuale prenotazione Robot oppure in base allo stato dell’armadio:

  • Se necessario, nuova configurazione
  • Controllo di tutte le superfici
  • Controllo di tutte le ventole e sostituzione filtri aria
  • Controllo delle batterie o cambio delle medesime
  • Test pratico sulla console di programmazione

Ecco a cosa corrisponde il nostro lavoro e perché secondo studi statistici effettuati da agenzie incaricate siamo stati classificati primi al mondo in questo settore.

La Garanzia è la conferma ulteriore del nostro operato: proponiamo il meglio per poter lavorare bene senza reclami e problemi. Cerchiamo di trovare le soluzioni migliori per risolvere tutti gli intoppi.

La rigenerazione e il ripristino di macchine robotizzate è il lavoro che serve a offrire a tutte le aziende di qualsiasi entità e grandezza una soluzione economica e vincente.

Solo chiamandoci e dialogando con noi, anche via chat sul nostro sito www.eurobots.it, si può già iniziare a capire la realtà del nostro lavoro.

La fonte di energia per la saldatura robotica

L’investimento di massimo successo nel settore robotico è sicuramente il processo di saldatura. La sua fonte di alimentazione è naturalmente l’espressione unica della sua natura. Esistono infatti molti tipi di fonti: Mig/Mag, per la saldatura anche manuale, che utilizza alimentazione TPS/I, TRANSPULS SYNERGIC, TRANSSTEEL; saldatura a Tig, anch’essa potenzialmente manuale, che utilizza TRANSTIG, TRANSPOCKET TIG, ACCUPOCKET TIG, MAGICWAVE; POIESSITONO; esiste anche la saldatura MMA con fonte TRANSPOCKET, ACCUPOCKET.

In specifico, per la saldatura robotizzata esistono:  Mig/mag: il sistema impiega strumenti tipo pushpull, sistema  powerdrive, cmt twin, laserhybrid, laserhybrid, timetwin; Soldadura Robotizada TIG: Arctig; Plasma: Plasma ; Soldadura Por Resistencia Por Puntos: Deltaspot, Deltacon

Il processo saldante robotizzato è un mondo a sé, e come tale solo i veri professionisti del settore possono gestirlo al meglio. Però, ultimamente, si sono presentate evoluzioni di sistema che hanno apportato aiuto e facilità d’utilizzo.

Sul mercato esistono molte marche che presentano soluzioni di saldatura, ma quella più conosciuta è l’azienda Austriaca Fronius Internetional GmbH, dal 1950. La Fronius è stata la pioniera della tecnologia di adesso: è un fornitore sicuro per le industrie che necessitano una certa qualità e collaborazione. Questa azienda riesce a presentare soluzioni specifiche sia per la tecnologia che per il costo. È conosciuta a livello mondiale e noi in EUROBOTS la presentiamo abbinata a robot kuka, abb, fanuc, motoman e comau: proponiamo la saldatura TPS4000 con torcia a raffreddamento a liquido e a gas. Tutte le soluzioni saldanti presenti sul mercato di oggi hanno proso spunto e suggerimento dalla casa Austriaca.

Fronius ha sviluppato questi sistemi saldanti con la robotica grazie anche all’ultimo software creato ( Weldcube) che permette di gestire la funzionalità, le capacità ed i flussi energetici al massimo del risultato. Questo sw permette l’analisi e la documentazione dei dati più rilevanti al fine di agevolare nel modo più semplice il suo utilizzo da parte di un operatore, rendendo molto più flessibile i suoi impieghi ed eventuali cambi di lavoro e materiale. Con Industra 4.0, anche Fronius ne può far parte poiché i dati posso essere trasmessi in remoto al gestionale di produzione.

WeldCube sviluppa il modo di lavorare apportando miglioramento dei processi e soprattutto facilitando il sistema, con innovazione e intuizione, e correggendo gli errori presenti, apportando sicurezza nel sistema.

AMMORTIZZARE IL COSTO DELL’ISOLA ROBOTIZZATA

Con il grande numero di presenze ed impieghi robotici a livello mondiale, il ritorno dell’investimento legato all’inserimento di un robot è più facile e veloce per le aziende da raggiungere rispetto al passato, grazie anche allo sviluppo delle competenze dei sistemi e alla gestione semplificata dei robot. È sempre da considerare se il prodotto che si va a manipolare o realizzare con l’aiuto di un braccio robotico sia economicamente superiore al reale investimento totalitario o che il valore stesso della linea giustifichi l’aggiunta e l’appalto di altri mandati.

Realizzare un’isola robotizzata, che faccia la mansione prestabilita, significa comprare oltre che al robot gli accessori attigui (nastri trasportatori, tavoli, stazioni, accessori in genere…), valutare i costi di programmazione, i costi di trasporto ma soprattutto d’integrazione. Preso coscienza dell’investimento da affrontare, si deve valutare il valore reale del prodotto da realizzare o manipolare valutando i costi attuali. Se, eliminando i processi e le spese vive di oggi, con l’introduzione dell’isola robotizzata di domani, il costo del prodotto dovesse diminuire, allora l’investimento è l’unica strada per la competitività del manufatto stesso.

Solo il proprietario di un’azienda può stabilire se affrontare o meno l’investimento robotico. È vincente poter sostituire i processi produttivi con un braccio antropomorfo, però solo il titolare con conti alla mano sa valutare il vero costo attivo e passivo dell’attuale linea in funzione, in contrapposizione alle richieste d’acquisto del suo prodotto ed al proprio vero valore. I robot lavorano 24h al giorno: non chiedono pause e non vanno in malattia. C’è bisogno comunque di un primario investimento e di una manutenzione. L’assistenza umana è obbligatoria: l’operatore deve controllare che tutto vada per il meglio e deve verificare che tutto il processo meccanico funzioni secondo progetto.

Gli investimenti devono ritornare entro i 12 mesi. L’isola costa molto meno realizzarla rispetto al passato, ed è sempre vincente utilizzare un braccio antropomorfo in un’azienda. La dimostrazione di quanto detto sta nella proroga ulteriore degli incentivi statali. Questa è la migliore sponsorizzazione pubblica che dimostra quanto sia fondamentale intervenire con la robotica per la sopravvivenza delle aziende stesse. Quando c’è crisi economica, si manifestano anche squilibri sociali: la robotica dà il supporto reale per non far chiudere le attività e creare posti di lavoro differenti rispetto ai precedenti. Se una Partita iva dovesse chiudere, sarebbe un fallimento per tutti: solo abbassando le spese si può rimanere ancora in attività.

Quindi: ammortizzare il costo robotico si può ed è fattibile in breve periodo. È garantito ed è reale. Gli aiuti ed i riconoscimenti fiscali sono la piena ed concreta dimostrazione ed approvazione sociale.