CON LA VELOCITÀ E LA PRECISIONE I ROBOT CONQUISTANO IL MERCATO ELETTRONICO, FARMACEUTICO E MEDICALE

Ormai quasi tutti i nuovi modelli di robot sono molto più facili e flessibili da adoperare e gestire, rispetto alle precedenti generazioni, per qualsiasi progetto ed impiego industriale.

Un censimento fatto dalla World Robot Statistics 2015, pubblicato dalla IFR ( Federazione Internazione di Robotica ) ha dichiarato che, per l’anno 2018, 1,3 milioni  di robot sono stati impiegati nelle fabbriche di tutto il mondo. Le mansioni più comuni sono quelle manifatturiere, pick and place, assemblaggio, logistica, imballaggio e molte altre; la velocità e la precisione, oltre che all’agilità e alla sicurezza, sono le condizioni primarie che hanno incrementato in modo esponenziale le domande per l’acquisto di robot.

Nel settore elettronico i fattori che condizionano l’impiego robotico si strutturano su: velocità, precisione, ripetizione di movimento e la non contaminazione nell’ambiente. La velocità è fondamentale per rispettare i tempi ciclo molto molto ristretti, la precisione nel lavoro è fondamentale per riuscire ad ottenere la perfezione di risultato senza scarti, la ripetibilità della mansione è condizionata dalla velocità e dalla precisione costante nel processo ed infine la perfetta NON contaminazione di particelle organiche o polveri nel settore di micro elettronica o componenti affini è il fattore che vincola più di tutti questa necessità robotica.

Nel settore medicale farmaceutico è fondamentale utilizzare dei manipolatori per assemblare parti sensibili o potenzialmente fragili. Se si considera l’industria legata alla fabbricazione delle lenti a contatto, forse, si riesce ad intuire quali e quante difficoltà bisogna gestire per questi particolari. Oltre alla sterilità dell’ambiente è necessario avere strumentazioni robotiche con ipersensibilità di movimento e super precisione.

Normalmente si impiegano robot di piccola taglia e di grande velocità: i famosi robot SCARA “Selective Compliant Assembly (Articulated) Robot Arm”. Il primo di essi è stato costruito nel 1978 dal Prof. Hirochi Makino in Giappone.

Questi robot hanno solo 4 assi e lavorano con un braccio orizzontale con giunto in asse. Riescono a movimentare piccole parti ad una velocità molto significativa, con precisione e costanza. Sono robot adattabili a celle piccole e mobili. Sono anche di facile integrazione.

Esistono robot Scara di diverse marche. Da Fanuc, a ABB, a Kawasaki, Staubli, Yaskawa, Epson, Mitsubishi….dove le caratteristiche si raggruppano cosi:

  • Pochissima inerzia e grandissima flessibilità d’utilizzo
  • Pochissimo ingombro ed installazione in qualsiasi spazio: minimizza la problematica d’interfaccia con le periferiche, soprattutto per gli ambienti chiusi a temperatura controllata

Le famose camere bianche, sterili, sono gli ambienti in cui è obbligatorio investire in questa strumentazione per essere certi della non contaminazione e qualità del prodotto. A temperatura controllata e in un luogo sigillato, il robot lavora con costanza e precisione. L’operatore da fuori piò verificare che tutto il processo sia gestito da protocollo senza interferire fisicamente sulla linea.

ROBOT D’OCCASIONE NEL MONDO LOGISTICO

Con l’aumento esponenziale della richiesta nelle aziende di robot industriali in quasi tutti i settori, in pochi anni si sono sviluppati impieghi d’uso che fino a pochi anni fa sarebbero stati inimmaginabili. Infatti, l’automazione industriale è nata praticamente alla fine degli anni ’60 nel mondo metallurgico e metalmeccanico abbinato esclusivamente al settore automobilistico. Il robot veniva infatti impiegato per saldare le scocche delle automobili o per movimentarne le ingombranti carene. Successivamente, con il passare degli anni, l’utilizzo si è ampliato a quello manifatturiero, per l’ asservimento presse, per pallettizzazione in quasi tutti i settori, quello plastico, farmaceutico, alimentare, calzaturiero, fino a diventare un assistente meccanico all’operatore basato sul principio di “collaborazione fianco a fianco”. Tutto questo impiego a ventaglio è stato possibile anche dal deprezzamento importante che hanno subito i robot nel corso degli ultimi decenni: oggi infatti anche le piccole e medie imprese possono godere dell’aiuto dell’automazione….cosa che agli inizi degli anni ’80 era un’esclusiva delle macro aziende. La forte richiesta ha abbassato il loro valore economico rendendolo accessibile per le piccole e medie attività. A fianco della vendita dei robot nuovi, si è creata però anche una rete di vendita parallela : quella dei ROBOT USATI. Quest’ultima, presente da più di 20 anni, ha reso possibile la proposta, e la realizzazione di isole robotizzate, di acquisto economica ed accessibile anche alle aziende molto piccole, artigiane, con meno di 5 dipendenti.  Per le piccole imprese, i robot hanno dato un grande aiuto, soprattutto per l’aspetto della sicurezza e dell’ambiente: in un’attività tradizionale, famigliare e storica, capita spesso che ci siano macchinari un pò datati dove i sistemi di sicurezza siano precari o difficoltosi da apportare: con un robot ed una cella chiusa, il lavoro è garantito senza alcun problema per il dipendente della piccola realtà. Infatti l’utilizzo di un robot è sinonimo di maggior qualità, maggior forza nel lavoro, efficienza e minimo errore, con, cosa ben più importante, un miglioramento della sicurezza e tutela dell’ambiente.

Nella movimentazione di colli o bancali, l’impiego robotico è realisticamente fondamentale. Tutti gli spostamenti di beni comporta uno sforzo importante e perpetuo per un operatore: a lungo andare porta conseguenze fisiche e stress vincolanti e degeneranti per la persona. I robot vengono così impiegati nella movimentazione di colli e materiali finiti per l’evasione. Tutti i pallettizzatori, a quattro assi, sono molto veloci e precisi: i robot a 6 assi compiono perfettamente il lavoro logistico, ma sono un po’ più lenti rispetto ai primi. I programmi di manipolazione e pallettizzazione sono anche i più semplici da gestire e sviluppare. Con una buona pinza di presa costruita a regola d’arte, il robot diventa il cuore della modernità e sviluppo all’interno dell’azienda.

Con l’acquisto di un robot usato si può affrontare l’aspetto logistico con risultati vincenti e sicuri, alla pari del nuovo. Sul mercato ci sono diverse aziende che propongono antropomorfi usati, ma bisogna stare sempre molto attenti che questi siano stati veramente controllati e rigenerati per l’impiego e l’opera. Da noi, i robot sono revisionati e rigenerati integralmente: con il controllo qualità, siamo sicuri di poter dare la garanzia senza alcun problema su tutte le macchine vendute.

WHO WE ARE – CHI SIAMO

Eurobots è una realtà nata agli inizi degli anni 2000. È nata come attività famigliare: in breve tempo si è sviluppata proponendosi sul mercato europeo fino ad oggi con una presenza planetaria. Eurobots vende robot usati ed accessori complementari, affini all’automazione robotica.

È rappresentata praticamente in tutte le Nazioni, con partnership e personale di fiducia.

Noi siamo Eurobots.

Il lavoro che svolgiamo è fondamentalmente basato sul principio di riutilizzo e di rivalorizzazione di macchine robotizzate. La REVISIONE delle macchine è fatta esclusivamente su antropomorfi già in buone condizioni al nostro acquisto: non si ripristinano robot presi da ambienti di lavoro ostili o con troppe ore d’impiego. Questi serviranno come unità meccaniche per pezzi di ricambio. La revisione e la rigenerazione sono punti base della nostra attività.

Il secondo aspetto legato al nostro mercato è la GARANZIA che offriamo: è vera ed è sicura. Forniamo assistenza per la sostituzione e riparazioni di eventuali pezzi difettosi o danneggiati. Tutte le macchine vendute hanno una garanzia riconosciuta. Per essere massimamente certi di poterla offrire senza problemi, i nostri tecnici lavorano con scrupolosità ed attenzione sul materiale proposto ( link: https://www.eurobots.it/revisione-robot-usati-it.html).

Proponiamo robot di tutte le marche ( KUKA, FANUC, ABB, YASKAWA, COMAU, KAWASAKI e molto altre ) a prezzi così competitivi che anche le micro aziende possono realizzare automazione robotica tanto aspirata per la propria attività. Con noi l’artigiano trova una soluzione accessibile e vincente. Anche le imprese multinazionali trovano in noi una collaborazione sicura e di successo.

La nostra Azienda è gestita da un dirigenziale e da collaboratori GIOVANI: siamo sempre pronti a scoprire tutte le soluzioni per migliorare e crescere, con protocolli gestionali snelli e rapidi, pronti a rispondere  all’ evoluzione del mercato e alle necessità dei Clienti.

Lavoriamo con passione ed impegno: non abbiamo un’amministrazione burocratica o macchinosa ;   siamo sempre in continuo evoluzione sia nel lavoro pratico che nella nostra presentazione al pubblico….moderna, singolare ed unica nel suo genere.

I nostri commerciali ci rappresentano nel modo più unico che raro: sentono proprie le necessità dei Clienti e fanno il massimo per trovare le soluzioni più giuste e corrette. Loro sono le persone più importanti per la presentazione della EUROBOTS. Tutti i nostri tecnici sono coloro che invece assicurano la ripetibilità degli ordini dei nostri Clienti.

Siamo tutti orgogliosi di far parte di questa realtà: facciamo il massimo per essere pronti alle aspettative dei Clienti. Cerchiamo di crescere tutti insieme: ogni giorno è una nuova esperienza.

Questo video rappresenta veramente la nostra storia. Siamo veloci, pratici e professionali ma soprattutto siamo unici. Non siamo solo alla ricerca di acquirenti ma di persone che collaborino con noi e che ci aiutino a migliorare contribuendo con le Loro necessità alla nostra Azienda.

Per noi essere in EUROBOTS significa lavorare in una famiglia: tutti noi ci sentiamo diretti proprietari ed i rapporti sono di massima fiducia reciproca e di costante impegno.

Ecco cosa facciamo e chi siamo.

Perché investire nei robot industriali? I dipendenti che fine fanno?

È luogo comune pensare che la direzione degli investimenti verso l’automazione industriale sia un una cosa terribile, ingestibile e che mina l’equilibrio socio-economico.

Abbiamo ampliamente spiegato negli altri articoli che questo non è realistico e soprattutto non veritiero. L’industrializzazione è l’unica evoluzione positiva per continuare ad avere aziende che producono nei territori moderni industrializzati. Per continuare ad avere le fabbriche è fondamentale che abbiano i mezzi per essere competitive e vincenti: devono presentare prodotti sempre migliori con ottima qualità e contenere il più possibile i costi di produzione. Questi ultimi sono sempre inversamente proporzionali agli investimenti legati all’automazione: più l’azienda è industrializzata ed automatizzata e minore sono i costi di realizzazione: se la produzione costa poco, contribuendo ad un netto aumento di qualità e finitura, allora il manufatto è vendibile ed è competitivo verso i prodotti provenienti dai paesi emergenti. Con la robotizzazione i costi produttivi si abbassano immediatamente, portando miglioramenti contabili, ambientali e di sicurezza.

Ora sorge il punto fondamentale legato allo scetticismo sull’impiego robotizzato nelle nostre aziende. Ma il dipendente sostituito dal robot cosa fa?

Abbassando i costi produttivi, con l’impiego di macchine automatizzate, ammortate in breve tempo, aumentano di conseguenza i guadagni e gli utili; ma se aumentano i guadagni, aumentano proporzionalmente, e con un delta ben specifico, tutte le accise…quindi l’azienda si trova a dover pagare somme sempre più importanti allo scadere di luglio e novembre (in Italia) per l’anno successivo; la stessa azienda, pensando di fare la scelta giusta, magari, ha anche eliminato del personale (formato con il tempo e con esperienza, ma con costi fissi) sostituendolo con dei robot : pessima idea! Questo secondo aspetto contribuisce ulteriormente all’ aumento considerevole di imposte.

Una fabbrica con un buon Dirigenziale ha necessità di robotizzare per poter essere competitiva ed ha anche grande necessità dei collaboratori per confermare di esserlo! Cambia il lavoro del dipendente operaio, ma non deve essere eliminato: eliminare il lavoro dipendente costa di più in tasse che il contrario. I dipendenti sono una ricchezza per l’azienda: devono collaborare per trovare soluzioni con i robot e impiegare tutte le risorse conoscitive per sviluppare e proporre nuove opportunità. Cambia solo il lavoro: l’operaio viene sostituito dalle macchine, solo per le mansioni veramente pesanti, demotivanti, ripetitive e soprattutto pericolose. Con l’aumento dell’età pensionabile è cosa buona e giusta valutare una sostituzione definitiva del ruolo operaio con il “riciclaggio” dello stesso per altre mansioni più sicure, costruttive e stimolanti.

Quindi l’azienda che sposa la robotica deve preventivare che nel giro di pochi anni si deve ampliare in nuove linee o nuovi stabilimenti per contenere le imposte: le aziende avranno sempre bisogno di collaboratori, pur le più automatizzate, ma questi dovranno essere più tecnici e preparati rispetto al passato.

Questo è il grande cambiamento: il lavoro c’è! Bisogna specializzarsi ed essere in grado di adattarsi alle nuove macchine e ai nuovi protocolli produttivi affinché le fabbriche si possano sviluppare nella direzione più giusta.

Con il flusso esponenziale di investimenti nella robotica industriale, i costi di vendita dei robot sono diminuiti enormemente negli ultimi 10 anni: sono più le aziende artigiane o piccole/medie imprese ad investire in questi progetti, aiutate anche dalle agevolazioni fiscali governative.

Questo significa che Robotizzare è l’unica soluzione per continuare ad esistere con la propria attività nei paesi industrializzati. Bisogna imparare a gestire i nuovi lavori poiché cambia il modo di lavorare e le nuove mansioni: questa è la direzione giusta per superare le crisi economiche!

PERCHÉ’ SALDARE CON UN ROBOT?

Da circa 10 anni esistono sempre più realtà di saldatura abbinate alla presenza di robot antropomorfi anche nelle medie e piccole aziende. Questo sicuramente è dovuto al principio lavorativo insito in questa mansione: la laboriosità, la sua pericolosità, la necessità di sicurezza e soprattutto la meno disponibilità di un operatore giovane ad eseguirlo.

Saldare è un lavoro veramente faticoso: le persone specializzate sono sempre meno, e la qualifica viene fuori solo con l’esperienza. Con l’avanzarsi della vita media e dell’ etá pensionabile, si è costretti a valutare di inserire un antropomorfo in sostituzione dell’operatore umano. Il robot è sicuro nel suo impiego, porta avanti con linearità e costanza il suo percorso di saldatura e soprattutto non necessita di controlli si sicurezza legati al protocollo lavorativo con un essere umano. I problemi di salute e di ambiente sono molto importanti, da valutare e seguire attentamente per un datore di lavoro. Il collaboratore non deve essere costretto a subire stress fisici, a respirare fumi nocivi e a ricevere luce irradiante invasiva…per quanto ci siano tutti gli accorgimenti di sicurezza di legge, a distanza di tempo, saldare è un lavoro che porta a delle importanti conseguenze fisiche.

Il robot compie alla perfezione questo impiego: insieme al processo di pallettizzazione, la saldatura è il più automatizzato nel mondo manifatturiero.

Esistono diversi processi saldanti: ad arco, a punti, a Tig, Mig, laser, plasma e resistenza.

Il robot in sincronia con il generatore saldante è sicuro, veloce e preciso; il risultato è pulito e lineare. Con pannelli chiusi di sicurezza circostanziali all’isola e con un ottimo sistema di aspirazione, il robot garantisce successo del manufatto ed il suo investimento risulta essere vincente. L’isola può lavorare senza interruzioni i 3 turni con costanza e perfezione.  Una saldatura perfetta garantisce sicurezza nella funzionalità del prodotto e benestare degli acquirenti.

Normalmente questo investimento garantisce un ritorno di capitale entro i 12 mesi successivi.

Il mondo della saldatura è un po’ a se stante: è importante capire bene i materiali da lavorare per ottenere il migliore risultato. E’ fondamentale un’ottima collaborazione tra l’integratore ed il tecnico dell’azienda che ha acquistato l’isola: il primo deve garantire il perfetto matrimonio tra il braccio, il generatore ed il posizionatore, il secondo deve fornire tutta la sua esperienza per suggerire come gestire la materia prima da lavorare. Tutto questo è vincente.

Daniela

Come pallettizzare per avere un ottimo rendimento

Il processo di pallettizzazione è quello più industrializzato ed automatizzato al mondo. Infatti pallettizzare significa mettere in posizioni prestabilite colli, sacchi, scatole, affinché si possano impilare su bancale e procedere con la spedizione. Questo processo è stato il primo ad essere automatizzato poiché, nella realtà, implica un grande sforzo fisico continuativo per un operatore…quindi molto faticoso e demotivante.

Se il robot fosse posizionato al fondo di due o più nastri trasportatori, con un buon programma, si riuscirebbe a gestire più bancali contemporaneamente, senza alcuna fatica e rischio per l’operatore.

Il robot pallettizzatore ha normalmente 4 assi ed è per sua natura molto veloce. Si può impiegare nella stessa mansione anche un antropomorfo a 6 assi, con la variabile di due asse in più da gestire. Quest’ultimo potrebbe essere impiegato in altri impianti futuri differenti dall’attuale impiego di pallettizzazione.

Francamente, quando ricevo una richiesta per l’acquisto di un pallettizzatore, mi propongo sempre di capire esattamente cosa deve fare il Cliente per suggerirgli tutti i potenziali utilizzi della macchina, poiché, con lo stesso investimento si può acquistare con l’usato EUROBOTS un 6 assi per un impiego che va oltre alla pallettizzazione.

Il 4 assi è molto più veloce rispetto al 6 assi, ma solo quest’ultimo permette l’adattabilità di sviluppo su altri impianti ed investimenti futuri.

Gli aspetti più importanti di questo processo automatizzato sono elencati qui sotto:

  • Il carico al polso del pallettizzatore è fondamentale: deve essere commisurato al peso massimale dei prodotti che vengono impilati; un robot sottostimato non potrà effettuare tutti i programmi relativi agli elementi da manipolare.
  • Il Pallettizzatore è veramente molto veloce: con la documentazione tecnica alla mano si può simulare la velocità di movimento dei 4 assi, poiché espressa in grado/secondo.
  • Il robot pallettizzatore nasce solo per pallettizzatore. Se si volesse impiegarlo per altre mansioni, carico- scarico pezzi, asservimento presse, fresatura, saldatura o altro, questo non sarebbe possibile.
  • Il robot a 6 assi può pallettizzare ed essere impiagato per tutto. È flessibile e adattabile, però un po’ più lento rispetto al robot a 4 assi.
  • Il pallettizzatore richiede veramente poca manutenzione. È molto semplice da gestire con l’impostazione dei programmi già prestabiliti dalla Casa Madre.
  • Studiare attentamente dove dovrà essere posizionato il robot: ci dovrà essere un grigliato di protezione, come sempre, con un facile accesso per le forche del muletto, per la sostituzione del bancale, più un comodo e rapido accesso del colli per la presa del robot
  • L’ottima funzionalità dell’isola di pallettizzazione è infine la perfetta struttura della pinza. Con una buona presa il robot compie perfettamente il suo lavoro. Con un gripper non idoneo, purtroppo, può capitare che l’impianto non sia perfettamente funzionante. Esistono diverse pinze da considerare per il proprio investimento; invito a leggere l’articolo su: link https://www.eurobots.it/notizie-robots/end-of-arm-tooling-eoat-forse-la-cosa-piu-importante/

L’IMPORTANZA DEL SISTEMA DI VISIONE INTEGRATO AL ROBOT

L’automatizzazione è un processo evolutivo industriale vincente e sicuro: abbassa i costi di produzione ed aumenta immediatamente la qualità del manufatto. È luogo comune pensare che porti via posti di lavoro. Il robot porta via quelli di operai non qualificati che hanno un costo esorbitante (soprattutto in Italia) per le Aziende, ma come contropartita crea nuove prospettive lavorative dei prossimi collaboratori. Come più volte scritto nei precedenti articoli, il lavoro sta cambiando: il robot è solo il capro espiatorio di una evoluzione naturale dell’industria manifatturiera. Questo significa che solo le aziende che investono in automazione saranno vincenti per il futuro. Le assunzioni di personale non saranno più su collaboratori manovali ma su partner che portano valore all’azienda e con qualifiche e specifiche.

Con la visione integrata al robot, immediatamente il braccio diventa un collaboratore indispensabile per propria attività. Le telecamere permettono al gripper di prendere con sicurezza i prodotti o di ricercarli su piattaforme.

La visione robotica è un risultato quasi impensabile fino a qualche anno fa: il robot antropomorfo puó in autonomia trovare i componenti e sistemarli secondo il programma inserito.

Può pallettizzare, manipolare, asservire presse e scaricare in diverse postazioni. Può trovare l’errore o il componente sbagliato per eliminarlo o scartarlo, oltre che passarlo allo step successivo.  Il sistema di visione può essere integrato anche su macchine non recentissime.

L’unico limite del sistema di visione è la luminosità nell’ambiente. Se nell’isola robotizzata non è presenta abbastanza luce, potrebbe capitare che la webcam non possa vedere con precisione e captare il pezzo sulla piattaforma. È importante prima di effettuare l’acquisto fare delle prove con il fornitore di telecamere: infatti esistono diversi tipi di Webcam, alcune molto raffinate altre un po’ meno.

La visione integrata va a sostituire alcuni componenti meccanici nella creazione dell’isola: non è piú necessario l’invito su tapirulan, o switch di avviso arrivo pezzo, sotto al braccio robotico. La visione permette una grande autonomia del braccio e soprattutto una grande elasticità d’integrazione con tutti i componenti adiacenti all’isola.

È un ottimo investimento che in alcuni casi abbassa notevolmente i costi di realizzazione dei componenti ed accessori dell’intera isola, oltre che a velocizzare i tempi ciclo.

Daniela

LA SINTESI DELLE AGEVOLAZIONI FISCALI PER INVESTIMENTI TECNOLOGICI

Con la proroga, anche per il 2018, delle agevolazioni fiscali sugli investimenti tecnologici, sia nuovi che usati, il Governo Italiano vuole lanciare a ventaglio tutte le possibilità per promuovere la volontà di crescita a tutte le attività imprenditoriali. A questo punto, mi sembra opportuno presentare una breve sintesi su cosa effettivamente potrebbe essere valutato da un potenziale imprenditore. Questo breve riepilogo, da approfondire con molta attenzione, mi è stato fornito dal Sig. Jonathan M.Santini, Consulting Manager di Esclamativa srl, con cui ho potuto fare un ampio dialogo per intendere cosa effettivamente viene proposto alle nostre aziende italiane. Il Sig. M.Santini lancia punti importanti, da approfondire e valutare, proponendo alcune domande. Scrive quanto segue:

L’iperammortamento conviene davvero?

Oggi tutti dicono … è da fare! Ma è necessiario porsi diverse domande per capire se conviene fare l’investimento considerando come discriminante questa importante agevolazione.

Quindi adesso porremo qualche domanda che possa aiutare l’imprenditore nelle sue scelte e non a seguire un’onda che potrebbe essere poco interessante per il suo contesto aziendale.

Ho utili da abbattere?
Innanzitutto è un incentivo fiscale che si basa su un aumento del valore del bene tale per cui consente di avere un maggior costo ai fini fiscali da dedurre. Se l’impresa non prevede utili l’iperammortamento non porta alcun vantaggio.

Quanto vale l’iperammortamento?

L’iperammortamento consente alla fine del periodo di ammortamento di avere un vantaggio complessivo del 36% del valore del bene, se sul mercato trovo altre soluzioni che mi consentono di raggiungere lo stesso risultato in modo più semplice e meno rischioso forse potrebbe convenire fare altre scelte.

Quanto mi costa in più un macchinario “Industria 4.0”?
Oggi vi è un aumento della domanda di tecnologia che porta di conseguenza un mercato più difficile per chi compra, con prezzi in aumento e tempi di consegna che si allungano.

Potrei trovare sul mercato altre soluzioni tale per cui un’isola robotizzata con un robot revampizzato potrebbe consentire di effettuare un investimento più adeguato alle mie esigenze.

La mia fabbrica è Industria 4.0?

Per poter fruire dell’agevolazione è necessario ridefinire la logica di fabbrica con investimenti che portano alla digitalizzazione del processo produttivo. Non è sufficiente che l’impianto sia Industria 4,0 ma è fondamentale che tutta la fabbrica utilizzi questo paradigma.
Questo maggior investimento, che è anch’esso agevolabile con il superammortamento digitale, porta oltre al beneficio fiscale sull’impianto qualche altro vantaggio in termini di riduzione dei costi ed aumento dell’efficienza?

Rischio controlli mirati?

l’Iper ammortamento è un incentivo potente. Di conseguenza sono previsti controlli importanti sul suo corretto utilizzo. Forse l’acquisto di un macchinario usato che costa iloltre il 50% in meno rispetto a quello nuovo mi consente di avere tecnologia di alto livello senza il rischio di avere verifiche controlli successivi.

Queste semplici domande e risposte forse potranno consentire di analizzare se mi conviene optare per altre soluzioni per l’investimento come per esempio l’acquisto di macchinari revampizzati ovvero con tecnologia rigenerata.

JONATHAN M. SANTINI  Consulting Manager

Per ulteriori informazioni, invito tutti i lettori ad approfittare di quanto scritto per fare un dialogo informale e capire come acquistare il bene sfruttando quanto presentato dalle nuove normative fiscali.

Daniela

 

 

IPERAMMORTAMENTO, NUOVA SABATINI, REVAMPING, Bando INAIL…

In italia da qualche anno ci sono molteplici opportunitá date dal Governo per spingere ed indirizzare le aziende a migliorarsi con nuove tecnologie e nuovi sistemi operativi, proponendo sgravi fiscali e molte agevolazioni sugli investimenti.

Anche per il 2018, questi sono stati prorogati in diverse misure che si classificano nel protocollo INDUSTRIA 4.0:

  • il superammortamento resta in vigore ma scende dal 140% al 130% e sono esclusi dalla misura gli investimenti in veicoli e gli altri mezzi di trasporto;
  • l’iperammortamento rimane invece al 250%.
  • Bando INAIL
  • Revamping
  • …altro

Tutto questo esattamente che significato ha? E soprattuto, quanto costa??

Bisogna investire, spendere e migliorarsi. Questo è lo spot piú importante che il Governo vuole lanciare a tutti coloro che hanno una Partita Iva.

Il modo migliore per superare la crisi economica mondiale è quello di proiettarsi verso il futuro con il proprio pensiero e la propria attività. Bisogna trovare modi migliori per sfruttare il tempo lavorativo ed ottimizzare la propria offerta: che sia manifatturiera o di servizi, lo Stato Italiano chiede una collaborazione con i contribuenti autonomi per uscire da questi ultimi 10 anni di stazionamento e PIL poco considerevole, riconoscendo l’investimento in nuove tecnologie con grande disponibilità ed approvazione.

Parte importante, da non sottovalutare, è però come procedere alle pratiche burocratiche e soprattutto come pagare l’investimento.

È fondamentale appoggiarsi alle Agenzie che si occupano quotidianamente di queste pratiche fiscali per verificare l’effettiva potenzialità ad accedere ai protocolli presentati dalle normative.  Molte aziende infatti acquistano beni nuovi credendo di poter sfruttare l’IPERAMMORTAMENTO del 250% senza peró avere tutti i requisiti necessari. Ci sono delle clausole fondamentali e ben chiare che descrivono le condizioni necessarie per accedere a questa formula. Quindi è fondamentale affidarsi, oltre che al propio commercialista, anche a consulenti del lavoro preparati ed aggiornati.

Anche per la normativa Revamping è importante leggere con attenzione i dettagli delle agevolazioni: si puó tranquillamente acquistare materiale ricondizionato, quindi non nuovo, ed avere il riconoscimento fiscale. Ci sono alcune condizioni necessarie da rispettare per essere sicuri della pratica di ammortamento.

Se di trova la soluzione con l’acquisto del materiale NUOVO, per accedere alle pratiche di riconoscimento fiscale, quelle con piú alto coefficiente di ammortamento, è fondamentale valutarne tutti gli aspetti: la macchina nuova costa molto di piú e spesso necessita di assistenza tecnica extra per la funzionalitá, da aggiungere all’investimento. Il materiale USATO, ricondizionato, può accedere solo alla normativa Revamping: l’investimento costa decisamente molto meno e si ha uno sgravio fiscale con accettazione sicura e certa.

L’obbiettivo che bisogna raggiungere è trovare la formula migliore per svilupparsi in automazione, in tecnologia, in gestionali aziendali sfruttando al meglio tutte le opportunitá proposte dallo Stato.

Per quello che concerne la robotica, ritengo che un’azienda manifatturiera che non prende coscienza di trovare soluzioni automatizzate, sia seriamente minacciata per il futuro da mercati agguerriti. Bisogna escogitare nuovi metodi di produzione, alzando il piú possibile la qualità ed abbassando al massimo i costi.

Le scuole con indirizzo tecnico stanno giá aiutando i giovani a trovare il percorso giusto per un sicuro impiego lavorativo: lo Stato italiano sta facendo il possibile per convincere ad investire in nuove tecnologie e spingere gli imprenditori verso nuovi processi lavorativi.

La robotica puó salvare le piccole aziende da questo lungo periodo di stazionamento. Solo con la vera intenzionalità a trovare soluzioni per sopravvivere, o addirittura crescere, si puó uscire dal tunnel recessivo Nazionale ed internazionale.

 

 

 

End Of Arm Tooling (EOAT): forse la cosa piú importante!

Con l’evoluzione robotica e il continuo e costante investimento verso i processi produttivi industriali, tutto l’indotto è andato proporzionalmente a crescere ed affiancare questo nuovo mondo; si è sviluppato un importante lavoro : lo studio, la progettazione e realizazzione di pinze di presa robotiche, nominate anche GRIPPER.

Questo nuovo settore in realtà nasce dall’evoluzione delle pinze di bloccaggio dei centri di lavoro. La necessità di avere una mano di presa idonea per il proprio braccio robotico è fondamentale per la funzionalità dell’intera isola. Il gripper è l’ultimo elemento cinematico del braccio che manipola, afferra ed orienta il manufatto prima di posizionarlo nella sua locazione.

Oggi molte aziende studiano, progettano e realizzano pinze rigorosamente personalizzate per il Cliente. Ci sono case molto famose nel settore che propongono giá la struttura della pinza stessa come base su cui costruire la specifica dell’attrezzo: questa base si chiama DRIVE, o gripper KINEMATICS, mentre la parte estrema, nominate dita di presa, o end-effector, vengono realizzate ad hoc per il Cliente.

La carpenteria per la realizazzione si fa sempre piú particolare, selettiva, fine e personalizzata. Le aziende artigiane si stanno specializzando in questo nuovo settore di componenti ed accessori per isole robotizzate. Molto pesso capita che la stessa pinza di presa costi quanto un nostro robot usato.

Per costruire un gripper è fondamentale tenere presente come questo si muoverà e che grado di precisione e sicurezza di presa potrà offrire. Le pinze possono essere elettriche, pneomatiche, idrauliche e a ventosa o magnetiche :

  •  le prime sono idonee per la velocità e manipolazione di parti delicate, poichè sono alimentate da una fonte “pulita”, s’intende senza potenziali variazioni di frequenza; sono un po’ costose ma sono facilmente controllabili;
  •  quelle pneomatiche sono utilizzate per la necessità di presa con forza, il delta è uguale a presa su potenza: garantiscono la presa di particolari pesanti e/ o di grosse dimensioni e vengono impiegate molto spesso nell’industria meccanica o di packaging; sono più contenuti i costi di realizzazione peró sono meno controllabili rispetto a quelle elettriche;
  •  le pinze idrauliche hanno un’altissima forza di presa, tale per cui sono piú richieste nella movimentazione di parti molto pesanti o dimensionalmente molto grandi; queste pinze sono le piú richieste in ambienti sporchi ed ostili; sono onerose sia dal punto di vista energetico che d’installazione;
  •  quelle a ventosa, vengono studiate su profilati di alluminio: vengono utilizzati per la movimentazioni di parti pulite e non porose. Il costo di realizzazione è quello piú modico, ma con meno affidabilità di successo.
  •  Quelle magnetiche infine sono realizzate per movimentare componenti acciaiosi con magneti. Sono gestibili ed abbastanza sicuri, ma nettamente dispendiose per installazione e manutenzione.

Tutte le pinze, esclusa quelle a ventosa, sono dotate di dita: la parte fissa, quella ancorata al polso del robot viene chiamata GRIFFE, dove le dita vengono ancorate.

Come anticipato, c’è un mondo dietro alle mani di presa: la carpenteria si fa sempre piú raffinata e proporzionata allo studio e all’elettronica.

Con la Robotica si è sviluppato tutto l’indotto, portando nuovi posti di lavoro con nuove competenze e nuovi obbiettivi.

Una buona mano di presa garantisce il successo dell’intera isola.

Daniela Giroldo