ABB IRB460: UN VELOCISSIMO PALLETTIZZATORE

ABB Robotics ha progettato un pallettizzatore compatto per adattarsi a tutti i processi in essere e confezionamento.

Questo robot a 4 assi è il più veloce della sua categoria: garantisce quasi 2.190 cicli all’ora con una capacità di carico di 60 kg ed una estensione di 2,4m, più veloce del 15% nella sua categoria. Ha un cablaggio integrato che ottimizza il movimento e soprattutto prolunga la vita e riduce l’usura.
ABB IRB 460 ha già una sua configurazione “pre-ingegnerizzata”: PalletPack 460 di ABB infatti fornisce già voci su “articoli di pallettizzazione imballati” per il fine linea ad alta velocità.

Inoltre, ABB offre un hardware integrato con documentazione completa per ridurre significativamente i costi di integrazione e il tempo di configurazione. La configurazione quindi risulterà più facile ed intuitivo.

Questo sistema permette di programmare il robot per la pallettizazione di sacchi o scatole a fine linea. L’unione di tutti i componenti genera una precisione di traiettoria ottimale che fissa e manipola delicatamente i prodotti ad alta velocità. Include uno strumento “end-of-arm”, un PLC, un PLC di sicurezza, un software di supporto, una documentazione per l’utente e una console di controllo dell’interfaccia grafica di facile utilizzo.

Prodotto secondo gli standard dell’industria automobilistica, il design robusto e rigido garantisce tempi di attività elevati e bassi costi di manutenzione. Occupa meno spazio rispetto a molti altri robot di pallettizazzione della sua categoria, rendendolo uno strumento facile da individuare in diverse aree di produzione.

Questo ABB, sposato da molte aziende, è una soluzione vincente che garantisce continuità al lavoro di palletizzazione, quello più usurante per un operatore, e un abbassamento di costi aziendali; con l’applicazione di confezionamento e pallettizzazione ha portato ad un livello elevato la produttività e le prestazioni in layout veramente ridotti.

L’IMPATTO DEI ROBOT INDUSTRIALI SUL LAVORO

Come è noto, l’incursione di robot industriali nelle fabbriche ha fornito grandi vantaggi come la flessibilità di eseguire processi diversi, una redditività continua e la conseguenza di competitività nel mercato di oggi.

Insieme ad altre tecnologie di ultima generazione, i robot industriali sono riusciti a far parte della vita lavorativa di moltissime aziende portando garantiti e ottimi risultati, sia a livello economico che ambientale. I lavori usuranti vengono svolti dalle macchine e gli operatori si “limitano” a verificare che la linea non abbia problemi e che non ci siano intoppi. La registrazione di dati e la loro archiviazione e condivisione, l’abbreviazione IoT, è ora più che mai la conseguenza dell’innovazione robotica: si conoscono per certo tutti i dati produttivi, gli scarti e le commesse.

Questo è un mondo che apparentemente potrebbe portare ad una perdita di manovalanza e di impiego amministrativo: nella realtà questa grande presenza di robot nelle aziende garantisce al contrario una possibilità di superare ostacoli ed imprevisti che potrebbero ledere la stabilità economica dell’azienda stessa.

Se l’azienda riesce a superare i momenti di instabilità, è costretta ad assumere nei momenti di rinascita. Se non supera la crisi, l’azienda chiude definitivamente. La robotica è l’unica soluzione e “salvagente” per passare oltre, senza chiudere.

Cambia la necessità di operatori : devono essere più preparati ed avere più qualifiche. La scuola superiore sta già formando i nuovi operai. Avranno una qualifica di Tecnici delle linee e non manovali di una catena produttiva.

A livello sociale i cambiamento sono già evidenti: i robot hanno sostituito molte mansioni ma ne hanno create molte altre fino a poco tempo fa inesistenti.

Il positivismo è l’unica arma che permette di affrontare i problemi e di superarli: la robotica è l’unico modo che aiuta le aziende a rimanere operative e a crescere.

INNOVAZIONE SUI ROBOT PESANTI: TITAN KUKA KR 1000

Uno dei progetti altamente innovativi e dinamici della casa madre KUKA è stato quello di presentare sul mercato dei robot con applicazioni pesanti del settore industriale.

TITAN KUKA KR 1000 è uno dei robot industriali più sicuri e precisi per la movimentazione di carichi e parti pesanti con una capacità di carico utile di 1.000 kg, una portata orizzontale di 3.200 mm e una portata verticale di 5.000 mm che garantiscono tempi di ciclo. Carico utile e flessibilità minimi e massimi.

Questo modello di 6 assi e 9 motori di questa serie è progettato principalmente per la movimentazione precisa di oggetti di grandi dimensioni e ha una grande potenza e destrezza per garantire la corretta gestione di parti: pietra, vetro, marmo, acciaio, parti di navi e aerei, e tanti altri.

I robot industriali della serie TITAN sono ideali per ambienti in cui esistono condizioni estreme e sono necessarie maggiori competenze per gestire pezzi di grandi dimensioni di peso e volume elevati, ottenendo un risultato rapido e ad alte prestazioni.

Secondo Stuart Shepherd, presidente della KUKA Robotics Corporation.
“Questo nuovo robot può essere utilizzato in applicazioni che in precedenza richiedevano almeno 2 robot, stazioni di sollevamento o altre attrezzature di sollevamento, risparmiando così spazio prezioso sul pavimento e aumentando l’efficienza.”

Il design del TITAN 1000 propone una forma innovativa di attivazione altamente compatta negli assi 1 e 3, due motori sono alimentati da una singola marcia. L’Asse 2 funziona con due motori, ciascuno con il proprio riduttore. Può integrarsi in sistemi completi senza richiedere costose basi speciali, resistendo a carichi elevati, ha la capacità di localizzare carichi pesanti con grande precisione e fa un uso efficiente dello spazio di lavoro integrando il sistema in modo economico.

Questo robot è stato generalmente utilizzato nell’industria automobilistica; tuttavia ci sono un paio di casi in cui il TITAN KUKA KR 1000  è stato utilizzato con grande successo. Nell’industria della ghisa, la società Georg Fischer AG era alla ricerca di una soluzione tecnologica per versare la colata di ghisa fusa negli stampi. Con l’implementazione del titan KUKA, l’azienda ha raggiunto la flessibilità e la capacità di sfruttare l’area dello stampo e ottenere un risultato imbattibile. Oltre a ridurre al minimo i costi energetici e logistici, ha anche ridotto in modo sostenibile le sue emissioni di CO².
Il design per i processi ad alto carico della serie TITAN ha attributi che pochi team ottengono: l’alto livello di affidabilità e sicurezza degli investimenti. Questa linea KUKA è in grado di gestire con un lungo sbraccio dei carichi veramente pesanti ed ingombranti. Questa è la soluzione per automazione per eccellenza, dove vengono richiesti potenza, portata, precisione ed adattabilità.

FORNITORE DI ROBOT INDUSTRIALI

Il successo per superare momenti di stallo lavorativo e di ordinativi esigui è robotizzare i processi manifatturieri con sistemisti ed integratori di ottima qualifica e competenza. L’integrazione è la chiave per il successo dell’isola.

La richiesta sempre più forte di bracci robotizzati e di system integretor ha portato ad un’investimento delle case madri robot sui antropomorfi affinché questi diventino sempre più accessibili ed intuitivi per gli operatori e clienti finali. Le nuove tecnologie stanno fornendo infatti le risorse per rendere i nuovi robot industriali più facili ed avanzati: i software e gli hardware saranno sempre aggiornati con le ultime tecnologie per facilitare la portabilità e la facilità di programmazione.

Gli sviluppi per l’industria robotica hanno permesso di integrare l’apparecchiatura con attuatori e altri componenti che hanno aumentato le capacità del braccio robotico rendendolo più efficiente.

I componenti robotici sono costosi: richiedono componenti elettronici, motori, sensori ed attuatori (elementi che possono essere collegati al robot). Quindi c’è molto da considerare e valutare quando si cerca un fornitore qualificato di apparecchiature e componenti robotici.

• La capacità e l’esperienza del fornitore scelto
• Capacità e stock di parti e componenti robotici
• Flessibilità per fornire tutte le parti necessarie
• Disponibilità di aggiornamento software
• Portabilità dell’attrezzatura
• Capacità di adattamento ai processi e ai requisiti del cliente
• La commercializzazione delle attrezzature è essenziale per ridurre al minimo i tempi di consegna
• La generazione di un mezzo di comunicazione cliente-fornitore è uno dei fattori più importanti per creare affidabilità e un partner.

Il raggiungimento degli obiettivi dipende dall’esperienza e dalle strutture del fornitore, dall’inventario e dalla capacità logistica e dalla facilità di accesso.

È fondamentale che il robot che si va ad acquistare sia di una marca più conosciuta ed usata al mondo, poiché il vincolo su marche di secondo livello può causare dipendenza e obbligatorietà dell’acquirente verso la casa produttrice.  Il fornitore deve avere una grande copertura geografica e fornire diversi tipi di robot, sia per marca che per dimensione.  E’ importante che il fornitore abbia un’ottima collaborazione con gli Integratori robotici, poiché sono essi la rappresentanza degli stessi.

La qualità e la garanzia sono fondamentali per la continuità e l’esistenza del venditore di robot:  bisogna sempre stare attenti a quelle aziende nate da poco con poche referenze.

L’esperienza e il team di tecnici posso elevare l’azienda verso un futuro garantito e di successo. Ma solo con i tecnici specializzati si posso avere risultati perfetti e duraturi nel tempo.

NOLEGGIARE UN SISTEMA ROBOTICO TI PUO’ AIUTARE

Robotizzare è la chiave per superare i momenti di stallo economico di un’azienda.  Robotizzare però ha un costo iniziale di un certo peso: non è l’acquisto del robot che va ad incidere sull’investimento, quanto lo studio, l’installazione e la progettazione e la messa in opera dello stesso.

Considerando il periodo unico e storico che stiamo attraversando, ci sono molti System Integrators, cioè installatori e tecnici professionisti, che presentano un pacchetto al cliente “chiavi in mano” con un metodo di pagamento unico nel suo genere: il noleggio dell’impianto. Questo sistema è molto interessante, soprattutto nel momento in cui si ha la necessità di valutare tutte le soluzioni per superare periodi difficili con un aiuto pratico ed immediato.

Naturalmente queste forme di pagamento vengono offerte con sicurezza di adempimento del debito, poiché il progettista deve affrontare comunque delle spese per la realizzazione dell’isola: pinze di presa, robot, sicurezza, studio, programmazione ecc..

Il Noleggio dell’impianto è un metodo che aiuta sicuramente le attività “sane” nel trovare una soluzione al periodo poco produttivo. Il robot è infatti la chiave per poter produrre senza costi aggiuntivi. Molto spesso il valore del manufatto è molto molto basso, soprattutto nel mondo dello stampaggio plastico, indi per cui è fondamentale avere numeri molto alti di ordinativi per giustificare una linea attiva con dei dipendenti. Il robot permette comunque all’azienda di continuare ad avere il particolato, anche con una richiesta esigua, con un delta di incasso quasi a zero, senza costi fissi di produzione, escludendo la materia prima.

Il noleggio è un’alternativa flessibile di automatizzazione: è un requisito che aiuta l’attuale azienda a rimanere competitiva e soprattutto operativa.

Questa forma di investimento è per le grandi aziende un potenziale molto redditizio, poiché viene garantita un’ assidua collaborazione fra le parti, il Cliente ed il Tecnico; per le medie e piccole imprese, questa alternativa richiede una guida ed un accertamento sicuro da parte del System Integrator sul Cliente utilizzatore. Sicuramente il Cliente scoprirà che alla fine del noleggio non solo ha superato l’instabilità lavorativa, ma ha anche già pagato tutto l’investimento con leggerezza.

Attualmente, i grandi produttori e fornitori di robotica industriale praticano questo tipo di attività, comprese le star-up dedicate proprio al noleggio di robot.

I produttori come integratori forniscono questo servizio di noleggio, mentre le startup Hirebotics e Kindred sfruttano la robotica “cloud” per monitorare il tempo di attività dei robot, raccogliendo i dati e migliorando le prestazioni con l’IA. Il prezzo dell’investimento è dettato dalle ore di utilizzo e dal costo fisso di usura. Ogni modello di servizio ha i suoi vantaggi.

Kawasaki Heavy presenta il suo modello di business del noleggio con robot collaborativi in ​​collaborazione con Century Tokyo Leasing, affiliato con Mizuho Bank per costruire alcuni pezzi o confezionare i pasti in scatole. Li affitterà per circa 200.000 yen al mese con un contratto di sei mesi.

ABB lavorerà in collaborazione con Orix Rentec, una sussidiaria del gigante del leasing Orix, inizialmente iniziato con 10 robot collaborativi e poi con 30, offrendo contratti di noleggio di 6 mesi con l’opzione di un rinnovo di 24 o 36 mesi.

KUKA UK presenta un modello di business basato su un programma finanziario in cui è possibile noleggiare diversi robot della gamma kuka, consentendo loro di accedere all’automazione robotica, fornendo miglioramenti in termini di qualità e produttività. Noleggio di singoli robot a sistemi automatizzati specializzati.

In un articolo, kuka commenta che le aziende che sfruttano i vantaggi dell’accesso all’automazione vedranno immediatamente aumentare i livelli produttivi, adottando cambiamenti e tecnologie tipo Industry 4.0, e diminuire i costi stessi della produzione ed organizzazione lavorativa.

Le statistiche mostrano che il noleggio di attrezzature robotiche ha un maggiore movimento nel settore dell’aviazione e delle costruzioni nel 40% e nei processi delle aziende meccaniche del 10%.

Questa tendenza commerciale è un modo eccellente per le aziende di adattarsi alle nuove tecnologie e di godere dei suoi benefici.

AUTOMATIZZARE IL PROCESSO DI FABBRICAZIONE

Nel settore manifatturiero è ormai assodato che robotizzare è l’unico investimento necessario per la sopravvivenza difronte a una crisi economica o di stallo ordinativo. I robot lavorano e producono a fianco dell’operatore. I robot creano lavoro e sviluppano l’azienda verso il futuro.

I robot industriali hanno dimostrato di essere una soluzione altamente efficace e veloce soprattutto nei processi Pick and Place in cui è richiesta una velocità di produzione ottimale e continuativa.

Per questo tipo di processo esiste un’ampia varietà di robot antropomorfi, scara o spider: i primi hanno 4/5/6 assi, e sembrano braccia umane che partono dall’omero ed arrivano al polso, questi servono per la movimentazione di particolari sia piccoli che di grande volume e peso; i secondi, gli scara, sono simili a dei cartesiani ma hanno una cinematica più evoluta; gli ultimi, gli spider, sono strutturalmente dei robot-ragni: le barre di movimentazione hanno un fulcro al centro dove si monta la mano di presa. Questi ultimi due tipi di robot, cioè gli scara e gli spaider, sono veramente molto nervosi e veloci. Vengono utilizzati per il pickandplace di piccoli particolari che arrivano da un nastro trasportatore per poi essere posizionati su pallet e plateau.

Per sviluppare a pieno la movimentazione dei bracci robotici si può installare un sistema di visione con telecamere a ricerca con sensori di presenza.

I robot progettati per la selezione e il posizionamento funzionano generalmente con grande flessibilità in diverse linee di produzione. Sono vincenti nell’ assemblaggio, imballaggio, ispezione , raccolta, ecc.

I robot Cartesiani gli escluderei dalla lista dei bracci robotizzati, poichè sono le uniche forme automatiche attaccate alle macchine in cella: i robot cartesiani sono molto comuni per il lavoro pick and place, soprattutto nello stampaggio ad iniezione plastica, ma sono vincolati esclusivamente alla pressa stessa perchè costruiti ad hoc.

I robot Collaborativi sono bracci robotici a 6 assi che possono lavorare in sicurezza a fianco della postazione dell’operatore ma non hanno il carico necessario per la movimentazioni di parti ingombranti e pesanti.

Ecco quindi i vantaggi della tecnologia robotica: velocità e costanza, facile programmazione; adattabilità al lavoro; poco ingombro, eliminazione del lavoro pesante e ripetitivo per un operatore, sicurezza dell’ambiente di lavoro, maggiore precisione, diminuzione dello scarto, diminuzione inquinamento ambientale e produttivo.

Questo è il futuro per l’imprenditoria manifatturiera. Per superare gli ostacoli bisogna studiare ed escogitare le soluzioni: questa è una di quelle.

LA ROBOTICA ED IL COVID-19

Con la pandemia si è rivoluzionato completamente in nostro modo di vivere e le nostre priorità. Si spende di meno, non si esce di casa, se non il minimo indispensabile, e si rivalutano tutte le personali potenzialità per superare nel modo migliore possibile quanto sta accadendo. I giovani stanno lavorando su piattaforme informatiche che permettono la partecipazione attiva alle lezioni scolastiche; i genitori lavorano in smart working e cercano di non perdere tempo, attenzione e competenza nel proprio ruolo. Ma la produzione che fa?

In realtà molte aziende hanno lavorato durante il lockdown e molte stanno ripartendo. Gli imprenditori stanno valutando tutte le decisioni governative ed europee per accaparrare tutta la liquidità possibile per coprire i costi subiti e soprattutto quelli imprevedibili dei prossimi mesi.

Per le aziende che producono, dalle più piccole, artigiane, alle più grandi, multinazionali, ora più che mai la robotizzazione e gli impianti automatici sembrano, come già detto molte volte, la soluzione unica e sicura per la sopravvivenza.

Il virus ha cambiato drasticamente il sistema ed il concetto del lavoro.

Gli impiegati di molte attività possono tranquillamente lavorare da casa, dedicando quotidianamente più ore all’azienda, non inquinando con le trasferte giornaliere e diminuendo i costi, stress e perdita di tempo per il cambio di locazione. La comodità ha un prezzo diverso: l’impiegato è sommerso completamente nel suo lavoro e l’obbiettivo da raggiungere diventa una necessità di prestazione verso il Direttivo. Si lavora molto di più e meglio. Questa è la prima grande rivoluzione, già in voga da molti anni nei paesi del nord europa.

Per quanto riguarda il lavoro manuale, in serie, in fabbrica, gli imprenditori stanno rivalutando con coraggio di inserire delle macchine robotizzate per sopperire alle linee meno “affollate” di personale, per il distanziamento di sicurezza, e per la costanza produttiva.

I robot lavorano con il virus e senza: i robot possono essere di grosse dimensioni per l’impiego in lavori pesanti e usuranti, oppure di piccole dimensioni in sostegno a fianco degli operatori, coorobot.

Robotizzare è l’unica soluzione per sopravvivere, migliorare il prodotto e crescere.

In un momento di instabilità come oggi, questa è veramente la keyword per andare avanti e non chiudere.

L’operaio imparerà a convivere a fianco dei robot e lavorerà meglio, in sicurezza e con motivazione.

Il manovale che sposta, impila, incastra manualmente e quotidianamente un oggetto (per 365 giorni all’anno per 40 anni) non deve più esistere: ci sono soluzioni che motivano il personale, stimolano l’attenzione e che gratificano.

Ora più che mai è il momento di intervenire e risollevare le aziende con intelligenza e spirito imprenditoriale. Le aziende hanno necessità dei lavoratovi, ma hanno anche il dovere morale, etico e civico di tutelarli e salvaguardarli nel loro posto di lavoro per una sicura e redditizia collaborazione per entrambi.

La Pandemia Covid 19 accellererà l’automazione?

E’ evidente che sarà proprio così: il corona virus accelererà gli investimenti per l’automazione industriale e logistica.

In questo momento particolare esiste la necessità di trovare strumenti artificiali che possano sostituire l’uomo nel sopperire al fabbisogno giornaliero.

Milioni di persone hanno iniziato a lavorare da casa in smart working. I fornitori di beni di prima necessità stanno lottando con la richiesta, mentre l’utenza accumula con nevrosi tutto il necessario per la sopravvivenza a lungo termine.

Improvvisamente le macchine automatizzate devono dimostrare di essere migliori dei semplici studi e parametri di calcolo iniziali. In questo preciso momento storico infatti, ci si accorge che l’automazione potrebbe essere letteralmente il polmone esterno di un malato di covid, ma anche il polmone che salva l’azienda manifatturiera da una crisi insuperabile.

Dopo la pandemia ci saranno grandi cambiamenti sociali nel nostro secolo e lavorativamente parlando si apriranno nuove necessità per la sopravvivenza: robotizzare le linee chiave che reggono la realtà che ci circonda.

Ora si stanno valutando e studiando quanto le macchine possono essere affidabili senza l’intervento umano: quanto durino, quale possa essere il modo di intervenire in remoto e quali possano essere gli errori per i fermi.

In una realtà come la nostra, dove l’evoluzione industriale ci ha portati a connetterci a reti internet a 5G, per la scuola, il lavoro, l’hoppy e soprattutto per la socializzazione, ora più che mai fondamentale, non ci si può fermare per tornare indietro: sarebbe un disastro emotivo ed innaturale per l’essere umano.

Bisogna studiare metodi e modi per sviluppare l’automatizzazione nei punti chiave: deve essere affidabile, sicura e gestibile in remoto. Deve garantire il servizio all’utenza e mantenere gli standard qualitativi di servizio.

Per la sicurezza ed affidabilità del sistema, bisogna pianificare tutti i potenziali errori che potranno verificarsi e che dovranno essere trasmessi ad un corpo centrale per l’immediato intervento e riparazione.

Con i parametri di funzionalità (la velocità, tempo di ciclo o percentuale di successo) e con la riprogettazione e comunicazione degli errori, mancherebbe ancora un ultimo punto non meno importante da affrontare: ridefinire l’interazione dell’uomo con la macchina.

Quest’ultimo punto è da rivalutare molto attentamente quando i precedenti saranno attuati e verosimilmente stabiliti.

Ora più che mai, la robotica è la soluzione che ci permette di sconfiggere questa pandemia.

Oggi i robot disinfettano le camere ospedaliere, svolgono azioni di pneumatologia e interventi in sala operatoria, e di fabbricazione nella realizzazione dei famosi tamponi di laboratorio.

Dal buio della notte in cui ci troviamo, per forza di cose, si dovrà iniziare ad intravedere la luce: con i robot sarà ovviamente tutto più facile e veloce.

Il rapporto tra uomo/macchina quindi sarà poi un tema che dovrà essere affrontato con maturità, responsabilità e limiti.

UNA NUOVA VERSIONE DI KUKA KR QUANTEC PER AMBIENTI ALTAMENTE OSTILI

Sappiamo che la tecnologia sta avanzando rapidamente e la robotica industriale, oltre ad essere più conveniente rispetto al passato, è diventata più facile da integrare e configurare in qualsiasi linea produttiva.  Le case robotiche studiano quotidianamente soluzioni vantaggiose e all’avanguardia affinché il proprio marchio possa essere scelto dagli utilizzatori.

Uno dei grandi leader nel mercato dell’automazione, Kuka robots, ha progettato una nuova versione del robot KR QUANTEC con un’ottimizzazione nel suo stile di movimento digitale per fornire alta qualità ed efficienza nella sua applicazione.

Questa nuova versione è ideale per l’industria della fonderia di forgiatura e lavorazione; è una serie completa corrispondente alla serie KR Quantec Foundry e può essere utilizzata in ambienti umidi ad alta contaminazione e ad alta temperatura. Questa è dotata di protezione IP67, più flessibile, resistente, digitalizzata e conveniente, con la possibilità di aggiornamenti del payload nell’area di lavoro.

Wolfgang Bildl commenta: “Questo rende KR Quantec Foundry un investimento sostenibile nel futuro della produzione, specialmente per ambienti difficili come quelli che si trovano nelle fonderie, nella forgiatura e nelle industrie di lavorazione meccaniche”.

Quando si acquista un robot industriale si cerca sempre di considerare la sua versatilità in più ambienti produttivi, per ottimizzare le sue funzioni ed abbattere la spesa d’investimento. Il robot deve essere in grado di eseguire varie attività in diverse applicazioni come la manipolazione, la saldatura a punti e i processi del percorso ad alta precisione come taglio laser e fresatura.

La nuova versione KUKA KR QUANTEC ha una capacità di carico che varia da 120 a 300 kg per un’estensione di 2.700 a 3.900 mm. La sua vita è statisticamente più lunga rispetto alle precedenti serie poichè è stato utilizzato un olio per ingranaggi innovativo. Questo riduce gli interventi di manutenzione e fermo della macchina.

Il robot KR Quantec è progettato per essere efficiente; consuma il 10% in meno di energia rispetto ad altre apparecchiature che svolgono lo stesso compito e necessita di molti meno pezzi di ricambio nella sua vita. In oltre per la nuova generazione KR QUANTEC è stato fornito di modalità di movimento digitale, rese disponibili come plug-in software. E’ presente anche la “modalità dinamica”: aumenta la velocità, riducendo sensibilmente i tempi ciclo ed ottimizzare le prestazioni senza stressare la macchina.

Yarek Niedbala, Vice Presidente Vendite di KUKA Robotics Canada, ha dichiarato: “La nuova generazione del nostro robot KR QUANTEC è la migliore finora – costruita per offrire la massima flessibilità al  più basso costo possibile, stabilendo un nuovo standard per la produzione tradizionale e Industria 4.0″.

LA SCULTURA CONTEMPORANEA CHE UTILIZZA I ROBOT PER LAVORARE IL MARMO

In una delle organizzazioni senza scopo di lucro situate in Toscana, nominata progetto Digital Stone, in collaborazione con Garfagnana Innovazione, ha promosso la formazione robotica e tecniche di fabbricazione avanzate per la scultura del marmo. In realtà, il progetto si basa sulla fresatura con robot antropomorfi di pezzi di marmo e pietra in generale.

Garfagnana ha fornito al Digital Stone Project servizi di ingegneria, materiali e macchinari, inclusi robots e dispositivi di scansione. Tutto questo è iniziato nel 2013.

Uno dei fondatori di Digital Stone Project, Jon Isherwood scultore, dice: “Il robot fa solo ciò che gli ordina il documento di progettazione 3D. È come essere l’insegnante di un laboratorio tradizionale, dove i collaboratori svolgono il duro lavoro. Questo è ancora meglio, perché il robot fa tutto ciò che progetti senza riposarsi o farsi male. È un aiutante fantastico! ”

Questi robots lavorano blocchi di marmo di un metro quadrato per 2 m di altezza di diverse tonnellate. Questi blocchi sono posizionati su tavole rotanti, nominate 7°assi, e si muovono in collaborazione con l’elettromandrino fresante ed i robot KUKA. La figura che ne viene fuori è quella di una statua umana. Il protocollo di sviluppo della matematica del programma si chiama CAD CAM.

La collaborazione di scultori, artisti e specialisti per la realizzazione di questi progetti è essenziale per il lavoro. Anche la stampa 3D ha fornito strumenti per superare la produzione digitale attraverso lo sviluppo di nuove tecniche di movimento del braccio robotico; grazie al sw CADCAM e la stampa 3D la realizzazione dei progetti artistici prende vita con facilità e precisione.

L’integrazione dell’automazione ha permesso di valutare la collaborazione uomo-robot con maggiore precisione: dal tempo impiegato, dal processo di fabbricazione e dai costi di lavorazione. Le innovazioni tecnologiche digitali e robotiche hanno favorito gli artisti a ispirare le loro opere in forme geometriche complesse e ripetitive.

La grande sfida degli scultori è trovare la sfida di Michelangelo: “svelare la statua che è già nella pietra e che attende il suo tempo per emergere”.

Tra le sue opere figurano: Seth Bechtold, artista di belle arti della William Paterson University, che scolpì “Haute Beauté” una scultura di marmo di Carrara con un robot a 7 assi, per poi passare 27 giorni a rifinire il pezzo a mano.

L’impatto causato dall’inclusione di nuove tecnologie e di programmi di progettazione digitali con robot antropomorfi industriali per la lavorazione del marmo con scopo artistico apre nuove possibilità di creatività, offrendo maggiore precisione e qualità nella scultura con risultati praticamente immediati rispetto ad un tempo.